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Da progetto a realtà operativa

Il bilancio del primo anno di attività come entità autonoma. Bene i poli dedicati a droni e scienze della vita. Nel 2026 il focus sarà sul Fashion Center

Da progetto a realtà operativa. A segnare questo passo è stato nel 2025 il Parco dell’innovazione ticinese, lo Switzerland Innovation Park Ticino. Dopo anni di preparazione e sviluppo strategico, il Parco ha completato il suo primo anno operativo come entità autonoma, entrando ufficialmente nella rete nazionale di Switzerland Innovation e avviando il proprio percorso di crescita grazie al sostegno del credito cantonale di 10 milioni di franchi destinato al primo quadriennio di attività. Il bilancio di questo primo anno è stato stilato ieri in conferenza stampa.

‘Ente pubblico copilota’

«Il Parco dell’innovazione ticinese – ricorda in apertura il presidente del Consiglio di amministrazione Mauro Dell’Ambrogio – è una società anonima senza scopro di lucro costituita nel novembre 2024. Si tratta insomma di uno degli strumenti della politica cantonale per l’innovazione con il compito specifico di favorire dei poli di competenza per determinate discipline in modo da congiungere diversi progetti di aziende o enti di ricerca con sede in Ticino». L’azionariato della società, lo ricordiamo, è composto dai portatori di interesse e promotori combinando la pubblica amministrazione, con il Cantone Ticino e BancaStato, la ricerca universitaria, con Usi e Supsi, e l’economia privata, con la Camera di commercio ticinese e l’Associazione industrie ticinesi. «Attraverso questa società – osserva in tal senso Dell’Ambrogio – è stato possibile avere seduti allo stesso tavolo coloro che promuovono l’economia nel nostro Cantone e i rappresentanti degli enti locali, pubblici e universitari. Il ruolo dell’ente pubblico come copilota dell’innovazione non è messo in discussione». E aggiunge: «Per un Paese come la Svizzera la competitività si è sempre basata sulle competenze. Insomma, la materia prima del nostro Paese sono le persone, che vanno trattenute creando un clima più propenso».

Sfide e prospettive

A entrare nelle specifiche del rapporto di attività, il direttore generale Gianmaria Frapolli. I settori attualmente approfonditi sono lo Swiss Drone Competence Center e il Life Sciences Competence Center. Per quanto concerne il primo rappresenta al momento il centro più avviato del Parco dell’innovazione. «Nel corso del 2025 – indica il direttore generale – abbiamo registrato 309 voli nelle aree designate, una crescita significativa, del 20%, rispetto all’anno precedente. La community è cresciuta fino a raggiungere ventitré membri tra aziende e istituzioni accademiche, per un incremento del 35% rispetto al 2024. Il tasso di occupazione degli spazi che abbiamo a disposizione è del 100%». Risultati incoraggianti che mostrano, secondo Frapolli, «come l’impostazione sia al momento corretta, anche al netto del potenziale di crescita ancora importante». La vera sfida per i prossimi anni sarà «trasformare sempre più attività sperimentali in progetti industriali e opportunità concrete». Parallelamente sono proseguite anche le attività legate alla costituzione dell’Alpine Drone Consortium, iniziativa che coinvolge i Cantoni Ticino, Uri e Grigioni con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento della Svizzera quale riferimento internazionale nel settore dei droni e della mobilità autonoma. Venendo al secondo centro di competenza, il 2025 è stato un anno importante per la costruzione delle basi del futuro polo dedicato alle scienze della vita. «Nel corso dello scorso anno – riprende Frapolli – sono stati completati i nuovi laboratori del Biomedical Hub a Bellinzona grazie a investimenti superiori ai 4 milioni di franchi, creando un’infrastruttura di 473 metri quadrati dedicata alla ricerca applicata». Il Life Sciences Competence Center conta oggi quattro progetti di ricerca e sviluppo attivi e una community di ventuno membri tra aziende, ricercatori e partner istituzionali. «Parliamo – dice sempre Frapolli – di uno dei settori più competitivi a livello internazionale, per questo stiamo lavorando con attenzione al nostro posizionamento strategico, proprio perché non vogliamo semplicemente essere presenti nel settore, ma vogliamo individuare le aree in cui il Ticino possa distinguersi». A questi due centri, ed è qui la novità, in prospettiva si aggiunge anche il nuovo Fashion Competence Center, sviluppato in collaborazione con l’Associazione Ticinomoda e presentato nelle scorse settimane. Guardando al 2026, afferma Frapolli, «lo Switzerland Innovation Park Ticino proseguirà il consolidamento delle attività nei settori dei droni e delle scienze della vita e lancerà il Fashion Competence Center che accompagnerà la trasformazione sostenibile dell’industria della moda e del tessile attraverso ricerca applicata, innovazione tecnologica e collaborazione tra aziende e università, rafforzando ulteriormente il ruolo del Ticino quale piattaforma di innovazione a livello nazionale e internazionale». Frapolli non si fa mancare qualche considerazione più generale. «L’innovazione – rimarca – non riguarda soltanto la tecnologia, ma soprattutto le persone: le aziende che investono, i ricercatori che sviluppano nuove soluzioni, i giovani che scelgono di costruire qui il proprio futuro professionale. Il compito del Parco è creare le condizioni affinché tutto ciò possa accadere. Anche per questo motivo il nostro approccio nella gestione delle risorse rimarrà improntato alla massima attenzione. A conferma della dinamica di crescita avviata, sono già stati pianificati investimenti per circa 6 milioni di franchi nei prossimi quattro anni nei diversi centri di competenza del Parco. Tali investimenti – chiarisce Frapolli – saranno sostenuti in modo paritetico tra risorse pubbliche e contributi provenienti da aziende e partner privati, a testimonianza della fiducia che il mondo economico ripone nel progetto e nel suo potenziale di sviluppo. Ogni franco investito deve contribuire a rafforzare il Parco non per sussidiare e basta». Gli fa eco il direttore della Divisione dell’economia del Dipartimento finanze ed economia Stefano Rizzi: «Il Parco dell’innovazione è in effetti uno dei tanti strumenti che lavorano per il bene dello sviluppo economico, ma è tra quelli in cui crediamo fortemente e che può essere catalizzatore anche di altre iniziative nell’ottica di creare un Ticino del futuro con posti di lavoro per chi in questo cantone vive».

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2026-06-09T07:00:00.0000000Z

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