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1’900 firme per lavoro, diritto allo studio e ricerca

Quasi 1’900 firme, provenienti in modo particolare dagli ambienti universitari e giovanili, che esprimono con spirito trasversale una diffusa preoccupazione e opposizione rispetto alle politiche di austerità che minacciano gravemente un settore universitario ticinese già sotto pressione. Sono le sottoscrizioni che ha raccolto la petizione ‘No ai tagli su Usi e Supsi: per il lavoro, il diritto allo studio e la ricerca pubblica’ consegnate ieri dal sindacato Vpod al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio. La petizione – sostenuta anche da Gioventù socialista, Giovani verdi, Gioventù comunista, Giovani verdi liberali e sindacato Sisa – intende “contrastare i tagli cantonali per circa 8 milioni annui su Usi e Supsi, che si sommerebbero ai risparmi plurimilionari già decisi dalla Confederazione”, viene spiegato nella relativa nota. “Se confermata, tale ulteriore riduzione dei contributi comporterà uno scadimento della ricerca pubblica, un peggioramento delle condizioni di lavoro, un ridimensionamento degli impieghi e una limitazione del diritto allo studio”.

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2026-06-09T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281595247216200

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