Per Casa Azul un gruppo di lavoro
Il futuro della villa, che da cinque anni è un centro culturale indipendente, passa dalle valutazioni di un gremio che sarà coordinato dal Comune
Una giornata pubblica necessaria e importante, quella tenutasi di recente a Casa Azul. Lo sottolineano i promotori, ricordando che l’incontro, aperto a istituzioni, esperti, operatori culturali e cittadini e destinato al confronto sul destino della storica villa che oggi ospita il centro culturale indipendente gestito da Verzasca Foto, “ha contribuito a chiarire le possibilità per il futuro”.
Pur senza produrre decisioni definitive, il confronto ha innanzitutto evidenziato il valore storico, culturale e sociale della casa “e ha mostrato come esistano strumenti, competenze e interesse pubblico per immaginarne un futuro. Del villino costruito all’inizio del Novecento da un gordolese emigrato in Sudafrica si è parlato per un intero pomeriggio attraverso tavole rotonde, momenti di incontro e attività aperte al pubblico”.
Contratto in scadenza
L’occasione, viene ricordato, “era la scadenza del contratto che lega i promotori di quello che è ormai uno spazio culturale attivo e frequentato ai proprietari dello stabile. Una scadenza prevista per settembre, dopo cinque anni di mostre, concerti, performance, attività artistiche e momenti di condivisione con la popolazione di Gordola. Su questo punto il ruolo del Comune risulta determinante. Sarà infatti il Municipio a dover decidere quale futuro immaginare per la proprietà: lasciare che l’area segua le possibilità previste dall’attuale Piano regolatore, oppure individuare una soluzione che permetta di conservare l’edificio e il suo utilizzo pubblico e culturale”.
Cultura, architettura, territorio e istituzioni
Nel corso della giornata si sono confrontati rappresentanti del mondo dell’architettura, della cultura, del territorio e delle istituzioni. Tra questi Alan Matasci, presidente della Fondazione Verzasca; Pietro Vitali, responsabile del Corso di laurea in Architettura d’interni della Supsi; Ludovica Molo, direttrice di i2a; Soraya Oriana Blumer di KASKO e SUMME; e Giovanni Carmine della Kunst Halle di San Gallo. Gli interventi hanno evidenziato il valore storico, architettonico, culturale e sociale della casa, sottolineando come Casa Azul rappresenti non soltanto una testimonianza significativa della storia locale e dell’emigrazione, ma anche una risorsa attiva per la vita culturale contemporanea del territorio. Un importante spazio di confronto è stato inoltre dedicato alla realtà degli spazi culturali indipendenti in Ticino, con la partecipazione di la Rada, Spazio Fervida e Fuori Luga. Dal dialogo sono emersi bisogni comuni, difficoltà strutturali e il ruolo che questi luoghi svolgono nell’attivazione culturale e sociale dei territori.
Pallino nelle mani delle autorità
Il dibattito conclusivo, moderato da Cristina Foglia, ha riunito rappresentanti del Comune di Gordola, del Cantone, degli enti preposti alla tutela del patrimonio e delle realtà coinvolte nel progetto. Sono intervenuti Graziano Carrara e Bruno Storni per il Municipio di Gordola; Roland Hochstrasser per il Decs; Franco Patà per la Commissione cantonale dei beni culturali; Tiziano Fontana per la Stan; Olmo Cerri per l’Associazione Idra; e Mattia Bisi per Casa Azul. Dal confronto è emerso come il futuro dello stabile dipenda oggi in larga misura dalle scelte che il Comune di Gordola deciderà di intraprendere. I municipali presenti hanno confermato la volontà di approfondire la situazione attraverso la creazione di un gruppo di lavoro dedicato, mentre gli altri interlocutori hanno evidenziato gli strumenti e le possibilità esistenti per preservare il valore storico, culturale e pubblico della casa. A seguito della giornata sono già in corso i contatti tra Casa Azul e il Comune di Gordola per fissare il primo incontro del gruppo di lavoro annunciato durante il dibattito. La folta partecipazione e il pubblico intergenerazionale presenti durante tutta la giornata hanno mostrato come Casa Azul sia percepita da molti come una risorsa culturale e sociale per il territorio. Ci sarà quindi un futuro per Casa Azul? La giornata non ha portato certezze. Ha però mostrato una cosa: che un futuro possibile esiste. Ora spetta a chi dovrà decidere scegliere se renderlo realtà.
LOCARNO E VALLI
it-ch
2026-06-09T07:00:00.0000000Z
2026-06-09T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281706916365896
Regiopress SA