Livelli del Lago Maggiore, ‘vigilanza sui parametri’
Le rassicurazioni di Albert Rösti a Bruno Storni
«L’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam), d’intesa con il Cantone Ticino, garantirà che i parametri concordati siano rispettati dall’autorità di vigilanza italiana. Una decisione sulla futura regolazione definitiva richiederebbe un accordo tra la Svizzera e l’Italia; con la Francia abbiamo concluso un accordo di questo tipo per il Lago di Ginevra. Il Consiglio federale non concluderebbe tuttavia un accordo di questo tipo contro la volontà del Cantone Ticino». È la risposta data dal consigliere federale Albert Rösti alla richiesta di informazioni del consigliere nazionale socialista di Gordola, Bruno Storni, riguardo all’“innalzamento unilaterale del livello del Lago Maggiore per riserva idrica per l’agricoltura” deciso da parte italiana.
‘Analizzati tutti gli effetti?’
Storni ricordava che da oltre confine è stata comunicata l’intenzione di aumentare la regolazione del livello del lago a 1,35-1,40 metri rispetto allo zero idrometrico di Sesto Calende e chiedeva se fossero stati “analizzati gli effetti su rischi di piena, navigazione, utilizzo spiagge e sulle aree naturalistiche”; se il Consiglio federale condivida l’intenzione italiana; se no, cosa potrebbe fare per opporsi; e perché “non esiste un gremio paritetico per la gestione del Lago Maggiore analogo a quelle del Lago Ceresio”.
Un organo congiunto per la gestione delle acque
Nella sua risposta Rösti ha ricordato quanto segue: «L’Ufam e il Cantone Ticino partecipano ai gruppi di lavoro delle autorità italiane. Nel luglio 2019 l’Ufam e il Ministero italiano competente hanno concordato l’istituzione di un organo congiunto incaricato di coordinare la gestione delle acque e i livelli idrici del bacino idrografico transfrontaliero del Lago Maggiore. La delegazione svizzera ha acconsentito a una fase di prova limitata all’anno 2026. Questa prevede un limite massimo del livello di regolazione a +1,35 metri con un margine di 5 centimetri per situazioni particolari. Modellizzazioni, studi e prove di regolazione sotto la supervisione dell’autorità italiana competente dimostrano che un tale livello è sostenibile per la protezione dalle piene».
Infine, come accennato, il ministro ha garantito che lo stesso Ufam, unitamente al Cantone Ticino, provvederà a verificare che i parametri concordati siano sempre rispettati dall’autorità di vigilanza italiana.
LOCARNO E VALLI
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2026-06-09T07:00:00.0000000Z
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