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Il PoLuMe resta prioritario, ma Ustra rivede il progetto

Presentate le opere ambientali e paesaggistiche

D.C.

Erano ormai due anni che rappresentanti dell’Ufficio federale delle strade (Ustra) e istituzioni sottocenerine non si sedevano allo stesso tavolo per parlare di PoLuMe. Dopo lo stop dettato, nel novembre del 2024, dall’esito della votazione popolare – contraria a un ulteriore ampliamento delle arterie nazionali – e lo studio commissionato dal governo al Politecnico federale di Zurigo, la Commissione di accompagnamento politico ha ripreso tra le mani il dossier. Un incarto che contiene oggi un progetto rivisitato in alcune sue parti. Nei giorni scorsi a Val Mara Ustra ha illustrato, infatti, ai responsabili del Cantone, ai vertici delle Commissioni regionali dei trasporti di Medrisiotto e Luganese e ai Comuni le “modifiche migliorative” apportate ai piani. Punto fermo la scelta, scaturita dalla perizia degli esperti, di assegnare al potenziamento dell’A2 fra Lugano e Mendrisio – con l’introduzione di una terza corsia nelle ore di punta – la “priorità1”. Anche se le tempistiche indicate in ‘Trasporti ’45’ potrebbero variare. Sul piano nazionale, ha fatto sapere Ustra, si è innescata una “forte competizione” tra le diverse opere in programma.

Mendrisiotto e Basso Ceresio ‘cauto’

Torniamo, però, al PoLuMe. Nella nuova stesura, si è spiegato, si è deciso di intervenire sul portale di Bissone – che verrà abbassato –; di integrare la sistemazione dello svincolo di Lugano sud; e di definire le misure ambientali e paesaggistiche a compensazione del progetto, a cominciare dai percorsi pedonali e ciclabili e dalla valorizzazione della riva a lago tra Capolago e Maroggia. Tutte opere, motiva Ustra in una nota, espressione delle richieste avanzate dalle autorità cantonali e comunali e risposta alle sensibilità manifestate dalla cittadinanza. Modifiche che agli occhi della regione del Mendrisiotto e Basso Ceresio, da subito assai critica e addirittura contraria al PoLuMe, sono state accolte con “sincero apprezzamento” a fronte di “concreti miglioramenti”, ma con la consueta “cautela”. Per le realtà locali sarebbe importante poter conoscere nei dettagli l’esito dell’analisi che il Consiglio federale ha commissionato all’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (Are). Studio ritenuto, si conferma, “indispensabile per avere una visione d’insieme sulle opere stradali e ferroviarie, in modo da garantire una crescita equilibrata e un futuro autenticamente sostenibile a lungo termine per l’intero territorio”.

Progetto modificato in tre punti

La parola chiave ora è “ottimizzare”. Nella nuova versione il progetto del potenziamento autostradale nel Sottoceneri, come detto, in particolare ridisegna l’altimetria dell’ingresso della galleria di Bissone, dando modo di “trovare delle soluzioni ottimali per la valorizzazione del ponte diga e dei percorsi ciclabili e pedonali” e riordina lo svincolo di Lugano sud, apportando, si annota, “dei significativi miglioramenti alla viabilità di tutto il Pian Scairolo”. A ciò si aggiunge il risanamento fonico del comparto di Melano, dal futuro snodo A2 alla zona di Lenaccio. Intervento, quest’ultimo, che sarà oggetto di una prossima pubblicazione.

Cantiere a Melano e Barbengo per 8 anni In occasione della riunione commissionale sono state definite altresì le aree di cantiere che interesseranno l’operazione lungo l’autostrada e che resteranno aperte sull’arco di circa 8 anni: la prima sarà in zona Tannini a Melano, la seconda all’altezza di Barbengo. Non a caso a livello locale anche questo aspetto preoccupa non poco. Ustra ha assicurato, però, che la presenza di questi spazi tecnici verrà accompagnata da “misure attive per la protezione dell’ambiente e della popolazione”. In particolare, si spiega, “la movimentazione dei materiali di scavo sarà eseguita tramite nastri trasportatori”. E al termine dei lavori queste superfici verranno “restituite in stato migliorato”. A Barbengo, si anticipa, sarà “ripristinata e ampliata un’importante area agricola, mentre a Melano sono ancora aperte diverse opzioni, tra cui un porto regionale”. A questo punto non rimane che attendere la pubblicazione del progetto esecutivo, che avverrà in due fasi: la prima con le opere edilizie e le misure di accompagnamento entro la fine del 2027. Nel frattempo, l’utilizzo della terza corsia e le opere fiancheggiatrici saranno esaminati dal Gruppo di lavoro Mendrisiotto, con l’intento di assicurare la fluidità del traffico anche a sud di Mendrisio (altro nodo dolente). Quanto alla Commissione tornerà a riunirsi entro la fine dell’anno.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-06-09T07:00:00.0000000Z

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