laRegione

È un 18enne svizzero la 41esima persona morta nell’incendio

Il ragazzo è deceduto sabato all’ospedale di Zurigo

Ats/red

Questa domenica 1° febbraio ha segnato il primo mese dalla tragedia di Crans-Montana, il cui bilancio è ora di 41 morti e 115 feriti. Sul posto si sono moltiplicati gli omaggi e i momenti di raccoglimento. La località vallesana ha accolto in particolare la visita del consigliere federale Martin Pfister, a margine della Coppa del mondo di sci. Il Ministero pubblico vallesano ha annunciato proprio domenica pomeriggio un ulteriore decesso. Uno svizzero di 18 anni, ricoverato all’ospedale di Zurigo, è deceduto sabato. Il comunicato, firmato dalla procuratrice generale Beatrice Pilloud, precisa che non saranno fornite ulteriori informazioni. Secondo ‘20 Minuten’, si tratta di un giovane di Lutry, comune vodese dal quale provenivano diverse vittime del rogo di Crans-Montana. Altri cinque feriti gravi sono tuttora ricoverati all’ospedale universitario di Zurigo: si trovano tutti ancora in condizioni critiche, ha dichiarato un portavoce al ‘Blick’.

Già prima dell’annuncio di domenica, nella località vallesana si sono moltiplicati gli omaggi. Il ministro dello sport Martin Pfister si è recato sull’HautPlateau intorno alle 9.30. Era accompagnato dalla figlia, dal presidente del Consiglio nazionale Pierre-André Page e dalla moglie, nonché dal consigliere di Stato vallesano Christophe Darbellay e dalla sua compagna.

La delegazione ha dapprima incontrato alcuni giovani sciatori della regione, quindi si è recata al memoriale allestito a poche centinaia di metri dal luogo della tragedia, vicino alla Cappella di San Cristoforo. I politici hanno deposto una corona di fiori a nome del Consiglio federale e firmato il libro delle condoglianze.

Anche il presidente della Confederazione Guy Parmelin e il consigliere federale Beat Jans si erano recati a Crans-Montana nei giorni successivi alla tragedia di Capodanno. La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider aveva reso visita all’ospedale di Sion per esprimere la sua gratitudine al personale sanitario che si era preso cura delle vittime della tragedia.

Omaggi sempre più numerosi

Verso le 11, poco prima della gara di Coppa del mondo di sci, migliaia di spettatori presenti nell’area di arrivo delle Barzettes hanno osservato un minuto di silenzio in omaggio alle vittime. Nello stesso momento, tutte le campane delle chiese della località vallesana hanno suonato a morto. Negli ultimi giorni, a margine delle gare di Coppa del mondo, sono stati resi numerosi omaggi in memoria delle vittime. Gli sciatori hanno ad esempio deposto rose bianche in un cuore nero in cima alla pista, momento trasmesso dalle emittenti televisive della Ssr prima della gara di domenica. Ai margini dell’area della discesa, i grandi loghi e slogan degli sponsor che di solito la circondano sono stati sostituiti da nastri neri e da un messaggio di sostegno scritto in francese, tedesco, italiano e inglese: ‘I nostri pensieri sono con voi’.

Nel villaggio in lutto, i fiori, le candele e i messaggi continuano a moltiplicarsi. Le scale che conducono al bar ‘Le Constellation’ –nascoste dietro assi di legno che fungono da sigillo ufficiale – ne sono ricoperte, soprattutto da quando alcune sciatrici italiane vi hanno deposto un mazzo di fiori mercoledì scorso.

Veglia e marce

In pianura, alle 16 si è tenuta una veglia di preghiera nella Cattedrale di Sion. Organizzata congiuntamente dalla diocesi di Sion e dalla Chiesa evangelica riformata del Vallese, è stata presieduta da Monsignor Jean-Marie Lovey e dalla pastora Sara Schulthess. Dalla tragedia della notte di Capodanno, numerosi momenti di raccoglimento – religiosi e non – sono stati organizzati in Vallese, ma anche in diversi altri cantoni. Sabato marce silenziose hanno attraversato le strade di Lutry, nel Canton Vaud, e di Lugano.

SVIZZERA / ESTERO

it-ch

2026-02-02T08:00:00.0000000Z

2026-02-02T08:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281509347614104

Regiopress SA