A Zurigo tirate le somme di un fallimento totale
L’Ospedale universitario di Zurigo (Usz) ha riconosciuto gravi mancanze e decessi inaspettati nella clinica di cardiochirurgia, avvenuti tra il 2016 e il 2020. Un nuovo rapporto d’inchiesta indipendente ha svelato che nel periodo in esame, quando a capo della clinica vi era il professore italiano Francesco Maisano, si è registrata una sovramortalità di 68-74 casi. Sono già stati identificati 11 decessi inattesi e 13 casi di uso improprio di dispositivi medici, che il nosocomio ha già segnalato alla procura.
Il tutto è da ricondurre a un fallimento totale della leadership. Maisano è stato assunto nel 2014, senza che, a quanto si legge nel comunicato dell’Usz, le sue qualifiche e i suoi conflitti d’interesse fossero esaminati a sufficienza. La direzione dell’ospedale avrebbe allora mancato al suo obbligo di vigilanza e riconosciuto in ritardo i segnali d’allarme. Da un’indagine interna era emerso che il professor Maisano aveva impiantato protesi di una società della quale deteneva una partecipazione non dichiarata. A seguito dei risultati del rapporto, tre membri di lunga data del Consiglio dell’ospedale hanno rassegnato le dimissioni, per consentire un nuovo inizio a livello di personale. L’ospedale, inoltre, “si scusa con le persone coinvolte e i loro familiari per le sofferenze subite” e ha introdotto un centro di consulenza. Il Dipartimento della sanità zurighese parla di mancanze “gravi”. A differenza di quanto dichiarato a suo tempo dal Consiglio dell’ospedale, infatti, la sicurezza dei pazienti non è stata garantita in ogni momento. Vengono pertanto salutate la trasmissione del rapporto alla procura e la denuncia sporta dal Consiglio in relazione a tre casi. La triplice dimissione è un passo necessario per ristabilire la fiducia nei confronti del nosocomio.
SVIZZERA / ESTERO
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2026-05-06T07:00:00.0000000Z
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