L’Italia non può costituirsi parte civile nell’inchiesta
La Farnesina fa ricorso: tesi non condivisibili e superate
Ats/Ansa/red
La Procura vallesana ha respinto la richiesta del governo Meloni. Ma lo Stato italiano ha già fatto ricorso: contesta tesi considerate ‘non condivisibili e superate’. Polemica rilanciata?
I rapporti tra Italia e Svizzera si fanno di nuovo tesi sulla vicenda di Crans-Montana. A rompere il delicato equilibrio tra i due Paesi, faticosamente riconquistato negli ultimi mesi, arriva da Sion la lettera con cui la Procura del Cantone del Vallese respinge, a distanza di tre mesi, la richiesta dello Stato italiano di costituirsi accusatore privato nell’inchiesta penale sul rogo di Capodanno, in cui sono morti 6 ragazzi italiani e 14 sono rimasti feriti.
Lo Stato italiano aveva giustificato la richiesta col fatto di aver subito un “danno diretto”. La notizia della decisione del Ministero pubblico vallesano, diffusa giovedì sera dall’agenzia Ansa, è stata confermata a Keystone-Ats dalla Procura stessa. Nell’incendio al bar Le Constellation di Crans-Montana avevano perso la vita 41 persone e altre 115 avevano riportato lesioni.
Quelle della Procura vallesana sono tesi “non condivisibili e superate”. Così scrive il Ministero italiano degli affari esteri e della cooperazione internazionale in una nota in cui conferma di aver già presentato ricorso. Un ricorso “dettagliato e articolato, che confuta tutte le prospettazioni del giudice che non sono condivise e che sono superate anche alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. “La questione giuridica sollevata – afferma dal canto suo l’avvocato ginevrino Romain Jordan, che rappresenta il governo di Roma – è inedita e merita di essere esaminata dalle giurisdizioni superiori, se necessario fino al Tribunale federale". La decisione della Procura di Sion – scrive l’Ansa sulla base di quanto emerge dal dossier dell’inchiesta, depositato giovedì – è stata comunicata il 23 luglio all’avvocato Jordan. “Né la cittadinanza italiana di diverse vittime, né i costi sostenuti dalla Repubblica italiana per prestare assistenza ai propri cittadini vittime dei fatti perseguiti sono idonei a conferire la qualità di parte lesa” (o parte civile). Secondo la Procura vallesana, scrive l’Ansa, “affinché la qualità di danneggiato sia riconosciuta allo
Stato, non basta che quest’ultimo sia colpito dal reato negli interessi pubblici che ha il compito di difendere o promuovere; esso deve essere colpito direttamente nei suoi diritti personali, al pari di un privato”. Nel caso specifico, “quando l’organo statale agisce come titolare della pubblica potestà, difende interessi pubblici e non può contemporaneamente essere colpito direttamente in interessi individuali propri; in tal caso, la tutela degli interessi pubblici, di cui è garante, spetta al Ministero pubblico”. Nell’inchiesta sulla strage risultano al momento 15 indagati, tra cui Jacques e Jessica Moretti, proprietari del Constellation e il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud. I reati ipotizzati sono incendio, lesioni aggravate e omicidio colposi.
PRIMA PAGINA
it-ch
2026-08-07T07:00:00.0000000Z
2026-08-07T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281513642965440
Regiopress SA