Gli Usa stringono la morsa, dieci navi nell’area
Teheran: ‘Se ci attaccano la risposta sarà schiacciante’
L’Iran è sotto pressione, tra le nuove sanzioni europee e le minacce crescenti di Donald Trump di sferrare un attacco contro la Repubblica islamica per costringerla a tornare al tavolo dei negoziati sul programma nucleare. Programma che tuttavia lo stesso presidente americano sosteneva di aver già smantellato lo scorso giugno. Tra le richieste della Casa Bianca a Teheran per evitare l’azione militare, anche limiti al programma di missili balistici e la fine del sostegno alle milizie della regione come Hamas, Hezbollah e Houthi.
Secondo due fonti alla Reuters, il commander-inchief non avrebbe ancora preso una decisione definitiva e starebbe valutando diverse opzioni, tra cui attacchi mirati contro le forze di sicurezza e i leader iraniani anche per motivare i manifestanti anti-regime dopo che all’inizio del mese aveva promesso loro: “Gli aiuti stanno arrivando”. L’Iran “ha tutte le possibilità di raggiungere un accordo. Non dovrebbero perseguire capacità nucleari”, ha ribadito il capo del Pentagono Pete Hegseth. “Saremo pronti a fare tutto ciò che questo presidente si aspetta”, ha quindi assicurato in una riunione con Trump.
A stringere la morsa attorno al Paese degli ayatollah ci sarebbero ora almeno 10 navi da guerra americane, dopo l’arrivo nell’area del cacciatorpediniere Uss Delbert D. Black e, nei giorni scorsi, della portaerei Uss Abraham Lincoln. Secondo fonti alla
Cnn, gli Stati Uniti intendono schierare uno o più sistemi di difesa missilistica Thaad in vista di una possibile offensiva e per proteggere gli alleati nella regione. Teheran ha già fatto sapere che la risposta a un eventuale attacco sarà “schiacciante” e prenderebbe di mira anche “il cuore di Tel Aviv”. “Dobbiamo prepararci alla guerra”, ha avvertito il primo vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref. “L’Iran non scatena mai le guerre, ma se gli viene imposta si difenderà con forza”, ha aggiunto mentre l’esercito ha reso noto di aver aggiunto altri 1’000 droni al suo arsenale da combattimento. Funzionari israeliani e sauditi saranno, secondo Axios, a Washington entro la settimana proprio per discutere dell’eventuale operazione Usa: i primi per condividere informazioni sugli obiettivi, i secondi per tentare di insistere per una soluzione diplomatica. Anche la Russia preme per la trattativa e ha chiesto alle parti “moderazione”, evocando il rischio di “caos” nella regione se gli Stati Uniti dovessero ricorrere alla forza. Molto attivo, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha proposto a Trump “un incontro trilaterale di massimo livello” che includa Turchia, Stati Uniti e Iran proprio per tentare di abbassare la tensione, ha scritto l’editorialista Hande Firat, ritenuta vicina al governo turco.
L’Ue: ‘Pasdaran gruppo terroristico’
Intanto l’Ue inasprisce le sanzioni a Teheran e mette i pasdaran sullo stesso piano di Isis, al-Qaeda, Hamas ed Hezbollah. L’Europa, con la convergenza finale di Parigi, trova l’unanimità e compie il passo più netto: il Corpo delle guardie della rivoluzione iraniane entra nella lista delle organizzazioni terroristiche. La sequenza di arresti di massa, torture, esecuzioni e violenze contro i manifestanti ha fatto saltare gli argini della prudenza diplomatica, spingendo anche la Francia – cauta fino all’ultimo per i timori sulla sicurezza dei cittadini europei detenuti in Iran e sulla tenuta dei canali di dialogo – a sostenere la linea dettata dalla Germania e sposata dall’Italia.
Alla portata simbolica della designazione si affianca un’ulteriore stretta, con sanzioni su 21 persone ed entità ritenute coinvolte nella repressione delle proteste interne e altri 10 soggetti legati al sostegno militare di Teheran alla macchina da guerra di Mosca. Nel mirino, figure chiave come il ministro dell’Interno Eskandar Momeni, il procuratore generale Mohammad Movahedi-Aza, il capo della polizia di pubblica sicurezza Seyed Majid Feiz Jafari, e le società accusate di aver orchestrato il blackout di internet durante le manifestazioni.
ESTERO / SVIZZERA
it-ch
2026-01-30T08:00:00.0000000Z
2026-01-30T08:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281517937543252
Regiopress SA