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Le difficoltà dell’Udc, la carica che spaventa

Più rinunce che dichiarazioni di disponibilità finora per un lavoro da 12-15 ore al giorno. Le considerazioni del politologo ginevrino Pascal Sciarini

Di Damien Piscopiello, Keystone-Ats

Le sezioni cantonali dell’Udc hanno tempo fino a domani a mezzogiorno per comunicare al partito candidature alla successione di Guy Parmelin in Consiglio federale. Per il momento si sono fatti avanti soltanto la consigliera nazionale ginevrina Céline Amaudruz e – mercoledì – il collega solettese Rémy Wyssmann (vedi sotto), mentre diversi pesi massimi svizzero-tedeschi hanno gettato la spugna. Una situazione che lascia perplesso il politologo Pascal Sciarini.

“Vedere l’Udc, il più grande partito svizzero, in questa situazione solleva degli interrogativi”, spiega Sciarini all’agenzia Keystone-Ats. Dopo l’annuncio dell’addio di Guy Parmelin, il presidente del partito Marcel Dettling, la consigliera nazionale grigionese Magdalena Martullo-Blocher e la consigliera agli Stati sangallese Esther Friedli si erano rapidamente ritirati dalla corsa. Questa settimana sono seguiti la consigliera di Stato zurighese Natalie Rickli e il consigliere nazionale turgoviese Pascal Schmid, considerato il favorito di Christoph Blocher.

Dubbi sulla strategia

“Se all’interno dell’Udc fosse stato stabilito che il seggio di Parmelin era riservato alla Svizzera romanda, la lettura degli eventi sarebbe diversa. In quella parte del Paese ci sono meno personalità di spicco, come eletti federali o ministri cantonali”, osserva il professore di scienze politiche all’Università di Ginevra. Aprendo la competizione alla Svizzera tedesca, il bacino si allarga grazie alla forza del partito agrario oltre il Röstigraben e il numero di interessati sarebbe dovuto aumentare, cosa che invece non è accaduta. Di fronte a questo quadro, Sciarini ammette di faticare a “spiegarselo”. “Se dovessimo fermarci qui, con la candidatura di Céline Amaudruz a cui si aggiungono due o tre candidature svizzero-tedesche, che dovrebbero arrivare entro venerdì, ci si interroga sulla strategia del partito, tanto più che l’addio di Guy Parmelin non era una sorpresa.”

Cahier des charges sproporzionato

L’Udc non è l’unico partito ad aver vissuto di recente questo scenario. Nel 2025, per sostituire la consigliera federale Viola Amherd, il Centro si era scontrato con una raffica di rifiuti da parte dei pesi massimi del partito. Si erano candidati solo il consigliere nazionale sangallese Markus Ritter e il consigliere di Stato zughese Martin Pfister, e quest’ultimo era stato eletto smentendo i pronostici.

Come spiegare allora questo scarso interesse per la massima carica elvetica? “Fare il consigliere federale significa un lavoro che assorbe moltissimo tempo, con giornate da 12 a 15 ore e quindi un sovraccarico notevole”, spiega Sciarini. Il politologo cita inoltre un clima internazionale sempre più teso e dipartimenti “mastodontici” che riuniscono più ambiti. “Il carico

di lavoro di un consigliere federale equivale a quello di diversi ministri dell’Unione europea. Oltre alla gestione dei dipartimenti, bisogna anche condividere la funzione presidenziale, che assomiglia a un ruolo da ‘primo ministro’: è un doppio incarico”, precisa. Annunciando le dimissioni, Guy Parmelin aveva del resto definito il ruolo di consigliere federale “interessante, ma sempre più gravoso da sostenere”.

‘Bisogna avere spalle larghe’

Secondo Sciarini, la situazione attuale si spiega anche con la polarizzazione del clima politico e con la maggiore esposizione mediatica dei consiglieri federali. “C’è stato un tempo in cui esisteva un tacito accordo a non attaccare i ministri sulla loro vita privata. Oggi il confine della sfera privata è molto più permeabile, quindi bisogna avere spalle larghe”. Poco prima di annunciare la propria candidatura, Céline Amaudruz era stata criticata anche all’interno del suo stesso partito. Il caporedattore della ‘Weltwoche’ ed ex consigliere nazionale zurighese Roger Köppel aveva dichiarato che era un “errore di casting monumentale” e un “peso piuma”.

Per il professore all’Università di Ginevra, la mediatizzazione si riflette anche nel lavoro quotidiano dei consiglieri federali. “Assistiamo a una personalizzazione dei dossier nell’opinione pubblica. Oggi, per esempio, l’aumento dei costi della salute non è responsabilità del Consiglio federale, ma di Elisabeth Baume-Schneider”.

Le Camere federali eleggeranno il 9 dicembre il successore di Guy Parmelin in Consiglio federale. Per Sciarini l’emergere di un candidato a sorpresa, sconosciuto al grande pubblico, non è all’ordine del giorno. “Questo scenario può sempre verificarsi, ma l’Udc ha setacciato così a fondo che non è rimasto granché. Un papabile non ritenuto sul ticket ufficiale può invece sempre inserirsi nella corsa.”

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2026-10-22T07:00:00.0000000Z

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