‘Epstein files’, l’ex principe è sempre più inguaiato
Donald Trump canta vittoria: i file su Jeffrey Epstein “non solo mi scagionano ma sono l’opposto di ciò che sperava la sinistra radicale”. Ignorando che il suo nome appare più di 4mila volte nei documenti e la lista di accuse non verificate nei suoi confronti stilata dall’Fbi (dallo stupro all’asta di bambine), il presidente ostenta sicurezza e prova a voltare pagina sul caso dell’ex finanziere morto suicida in carcere, che gli ha inimicato parte del mondo Maga. La famiglia reale britannica continua invece a pagarne le conseguenze. I nuovi file riaccendono un’attenzione imbarazzante sull’ex principe Andrea. Secondo la Bbc, oltre a Virginia Giuffrè una seconda vittima di Epstein sarebbe stata inviata nel Regno Unito per avere rapporti sessuali con Andrea nel 2010. Per il primo ministro Keir Starmer, l’ex principe dovrebbe testimoniare negli Stati Uniti sui suoi rapporti con il pedofilo. Al Congresso dovrebbe andare – ha suggerito il ministro per l’Edilizia abitativa britannico Steve Reed – anche l’ex ambasciatore britannico negli Usa Peter Mandelson: sui suoi conti sono stati depositati 75mila dollari. Intanto l’onda lunga dello scandalo è arrivata fino in Slovacchia, causando le dimissioni di Miroslav Lajčák, consigliere del premier Robert Fico, chiamato in causa per uno scambio di messaggi con Epstein risalente al 2018. Trema anche la casa reale norvegese: il nome della principessa ereditaria Mette-Marit è nei file e lei è stata costretta a presentare scuse pubbliche.
SVIZZERA / ESTERO
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2026-02-02T08:00:00.0000000Z
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