laRegione

‘In pochi, e tanto lavoro’, dice il capo dei pompieri

Una maxi consulenza medico-legale su tutta la documentazione sanitaria che riguarda le vittime italiane della strage di Crans-Montana che la notte di Capodanno ha provocato la morte di 41 persone. È l’iniziativa della Procura di Roma alla vigilia dell’incontro, fissato per giovedì a Berna, con gli omologhi elvetici. I magistrati romani acquisiranno tutta la documentazione medica degli italiani coinvolti nell’incendio al Costellation per affidarla a consulenti. Un lavoro “ad ampio spettro” che punta a cristallizzare, grazie anche ai risultati delle cinque autopsie svolte in Italia, le risultanze sulle cause della morte e sulle lesioni riportate dai feriti nel corso del rogo.

A Sion, intanto, proseguono interrogatori e audizioni. Lunedì è stato ascoltato David Vocat, capo dei pompieri di Crans-Montana. Il teste, in merito ai presunti mancati controlli, ha riferito che in caserma erano “in pochi, il lavoro era tanto” in quanto avevano “tre comuni da gestire” e quindi “non riuscivamo” a effettuare tutte le verifiche necessarie. Anche se a lui e alla sua squadra non toccava controllare “i materiali”, compito che spettava ai “responsabili della sicurezza” comunali. Vocat ha evidenziato le difficoltà incontrate per via della carenza di risorse. Un mese e mezzo dopo la tragedia, la questione delle responsabilità si fa sempre più pressante. Secondo il programma della Rts ‘Mise au point’, trasmesso domenica sera, un audit interno dell’agosto 2023 aveva già evidenziato gravi disfunzioni all’interno dell’amministrazione comunale, compreso il servizio di controllo antincendio. Il documento, riservato, rivela problemi di gestione del personale e una carenza di risorse che causano ritardi e sovraccarico di lavoro. Sempre secondo la Rts, il gerente del ‘Constellation’ Jacques Moretti non avrebbe rotto col suo passato nel mondo della prostituzione. Una figura di spicco della prostituzione nella Svizzera romanda afferma in un reportage di aver prestato circa 50mila franchi alla coppia per avviare il bar e di aver offerto di pagare la loro cauzione. Già condannato, quest’uomo d’affari è in particolare legato al caso di sfruttamento aggravato della prostituzione per il quale Moretti era stato processato in Francia.

SVIZZERA / ESTERO

it-ch

2026-02-17T08:00:00.0000000Z

2026-02-17T08:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281522232546512

Regiopress SA