In difesa sull’economia, all’attacco sull’Iran
Accuse e insulti ai rivali democratici. Il presidente americano parla di ‘nuova età dell’oro’ sfoggiando numeri contestati dalle grandi testate nazionali
Più che un discorso, un interminabile comizio: per elencare i suoi successi, attaccare i democratici “pazzi e malati” capaci di vincere “solo se rubano”, e celebrare l’avvio di una “nuova età dell’oro” per l’America. Così un combattivo Donald Trump si è lanciato nello State of the Union più lungo della storia: davanti a Camera e Senato riuniti in plenaria e a milioni di americani il presidente, ignorando il calo di popolarità segnalato dai sondaggi, non ha svelato nuove misure ma tessuto per quasi due ore le lodi delle sue politiche, lanciando strali a chi le contrasta.
“Con me c’è stata una trasformazione senza precedenti e una rinascita mai vista. Non torneremo indietro”, ha assicurato, parlando di ritorno degli Stati Uniti sul palcoscenico mondiale. “Non siamo mai stati così rispettati”, ha detto soddisfatto fra gli applausi dei repubblicani. Dietro di lui con il volto compiaciuto il vicepresidente, JD Vance, e lo speaker della Camera, Mike Johnson: hanno riso alle battute, non hanno perso occasione di battergli le mani e si sono alzati ripetutamente a sottolineare l’importanza di ogni sua singola parola. La famiglia del presidente era presente al gran completo per il grande appuntamento. In prima fila erano seduti quattro di quei giudici della Corte Suprema che gli ha bocciato i dazi e contro i quali il presidente si è scagliato con tutta la sua rabbia nei giorni scorsi. In un segno di distensione ha stretto loro le mani, abbozzando anche un sorriso. Dal palco non li ha attaccati direttamente come molti temevano, ma non ha resistito dal lanciare la sua frecciata: ha parlato di “decisione infelice” e assicurato che andrà avanti sulla strada dei dazi, anche se sarà più complicata. Poi si è rivolto ai Paesi che hanno già concluso accordi commerciali con gli Stati Uniti, avvertendoli che eventuali nuove intese potrebbero essere molto peggiori. Lodando il suo taglio delle tasse e alludendo scherzosamente al suo terzo mandato (“quello in corso perché le elezioni del 2020 sono state rubate”) Trump guardando alla sfida elettorale di novembre ha cercato di mettere i democratici all’angolo dipingendoli come i “cattivi d’America”, gli inaffidabili che difendono i migranti senza documenti invece che gli americani. La risposta delle deputate liberal Ilhan Omar e Rashida Tlaib è stata ferma: “Sei un bugiardo. Hai ucciso degli americani”, gli hanno gridato riferendosi agli incidenti di Minneapolis. Trump non voleva altro: “Dovete vergognarvi”, ha tuonato soddisfatto dal mettere in subbuglio un partito che minaccia la maggioranza repubblicana in Congresso alle prossime elezioni di metà mandato. Dopo un’ora e mezzo di insulti agli avversari e lodi alle sue politiche, Trump è passato alla politica estera. Nel giorno del quarto anniversario della guerra in Ucraina, ha solo accennato al suo impegno nel cercare di risolvere il brutale conflitto (ieri c’è comunque stata una telefonata con Volodymyr Zelensky). Poi si è rivolto agli americani per chiarire perché gli Stati Uniti potrebbero attaccare l’Iran. “Difenderò l’America dalle minacce”, ha assicurato promettendo che, fino a quando ci sarà lui, Teheran non avrà mai il nucleare. Spianando la strada a un possibile raid, ha poi aggiunto: l’Iran “sta sviluppando missili in grado di colpire l’Europa e gli Stati Uniti”. Parole rivolte a un pubblico scettico che, memore delle passate esperienze americane in Medio Oriente, non è affatto convinto della necessità di un’operazione, soprattutto per capovolgere il regime degli ayatollah. A fine discorso il numero dei democratici in aula era visibilmente sceso: molte deputate, con le loro spillette a sostegno delle vittime di Epstein (tema che il presidente non ha minimamente sfiorato), si sono alzate e sono uscite. I repubblicani invece sono da subito apparsi palesemente soddisfatti dalla performance: pur non avendo annunciato svolte in vista delle elezioni, il presidente non ha sferrato il temuto attacco alla Corte Suprema e, così, non ha creato ulteriori problemi politici al partito. Nulla per cui correre ai ripari e nulla su cui difenderlo. Insomma, una boccata di ossigeno.
Per l’opposizione invece le “bugie presidenziali” sono un terreno fertile per i prossimi mesi guardando a novembre. “Vinceremo”, ha detto senza mezzi termini Abigail Spanberger, la governatrice della Virginia a cui è stata affidata la replica a Trump. Concisa e diretta, l’ex della Cia non ha esitato a criticare il presidente. Agli americani ha detto: “Trump ha tradito le sue promesse. Vi ha mentito”. Parole che sono già lo slogan democratico per le prossime elezioni.
Record
Quella di Trump è stata una maratona di 108 minuti che ha incenerito il record di Bill Clinton (89 minuti) conquistando il titolo di discorso sullo State of the Union più lungo della storia americana. Pur mantenendosi a debita distanza da Fidel Castro, che intrattenne la platea dell’Onu per quasi 4 ore e mezzo nell’intervento più lungo di sempre e si lanciò davanti al Congresso del partito comunista per 7 ore e 10 minuti, il presidente Usa ha tenuto davanti alla Camera e al Senato in seduta plenaria un vero e proprio show, simile a un comizio elettorale.
Se Barack Obama si è rivelato uno dei presidenti più stringati nel rivolgersi al Congresso, con interventi poco sopra l’ora nonostante le sue rinomate abilità oratorie, Clinton e Trump sono saliti alle cronache come il suo opposto: sono infatti i più prolissi di sempre, coloro che nella storia recente hanno tenuto i discorsi più lunghi.
Cosa non torna
Tante poi le bugie di Trump durante il suo discorso. Gli sbandierati diciottomila miliardi di investimenti sarebbero un falso per la Cnn, che ne calcola invece poco più della metà. Falso, sempre secondo la Cnn, che sia crollato il prezzo della benzina negli Usa. Esagerato poi, secondo Nbc, l’annuncio che a Washington non ci sia “quasi più criminalità”. Da inizio anno si sono verificati nove omicidi, 126 aggressioni con un’arma pericolosa e 322 furti di veicoli. Falso invece, per il New York Times, anche l’allarme del presidente su presunti “brogli elettorali dilaganti”. Per non parlare delle otto guerre che Trump, a suo dire, avrebbe risolto nell’ultimo anno. Esagerato inoltre l’annientamento del nucleare iraniano. Visto che alcuni laboratori sotterranei hanno resistito ai bombardamenti americani.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-02-26T08:00:00.0000000Z
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