Tassa di transito a destinazione
Dopo gli Stati, anche la Camera del popolo approva l’imposta per gli automobilisti stranieri
Di Stefano Guerra
Il Consiglio degli Stati l’aveva accolta all’unanimità. Ora anche il Nazionale ha messo il sigillo – con una schiacciante maggioranza di 173 voti a 13 (contrari in pratica solo i verdi-liberali) e tre astenuti (Plr) – su una mozione che chiede di tassare gli automobilisti stranieri che transitano dalla Svizzera senza fermarsi. L’atto parlamentare è del ‘senatore’ Marco Chiesa. Ma a Berna è stato Paolo Pamini la forza trainante per un balzello richiesto pure da cinque mozioni-fotocopia depositate alla Camera del popolo (primi firmatari di quattro di queste sono lo stesso Pamini, il Plr Simone Gianini, Bruno Storni del Ps e Greta Gysin dei Verdi). ‘laRegione’ ha raggiunto al termine del dibattito il consigliere nazionale dell’Udc.
Qual è il principale pregio di questa tassa?
Sono due. Il primo: è una misura mirata e dinamica, che sarà calibrata in modo da incoraggiare gli automobilisti stranieri in puro transito – ‘responsabili’ fino all’80% delle code sulle nostre autostrade in certi periodi dell’anno – a evitare i giorni e le ore di punta, sgravando così la rete viaria. Il secondo: non si colpisce il traffico interno, come invece avrebbe fatto il pedaggio al Gottardo [già respinto dal Nazionale, ndr].
La tassa è compatibile con i Bilaterali, ha ribadito il ministro dei trasporti Albert Rösti. La questione della costituzionalità invece andrà chiarita.
Siamo d’accordo. I lavori del Consiglio federale sfoceranno quasi sicuramente in una proposta per un nuovo articolo costituzionale. È giusto che su un simile tema popolo e Cantoni dicano la loro.
Rösti ha parlato di costi e oneri amministrativi importanti; inoltre monitorare i transiti attraverso tutti i valichi di frontiera sarà «relativamente complesso». Cosa ne pensa?
Non è un problema. Basta guardare in Lombardia: lungo la ‘Pedemontana’ il prelievo del pedaggio è del tutto automatizzato. In Svizzera ci sono 177 valichi stradali già dotati di telecamere. Quelli secondari potranno essere equipaggiati strada facendo.
Come verrà definito il ‘transito’?
Personalmente, prenderei il criterio dell’entrata e uscita dal territorio svizzero entro le 24 ore: se ci si ferma di più, l’imposta non verrebbe pagata.
C’è chi vede in questa tassa un primo passo verso l’introduzione del ‘mobility pricing’.
L’Udc non vuole un ‘mobility pricing’ generalizzato. La tassa di transito ne rallenta l’introduzione.
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