‘Israele e Libano hanno accettato una tregua’
Durerà 10 giorni, annuncia Trump, e assicura che l’Iran consegnerà l’uranio arricchito
A più di sei settimane dall’inizio dell’ultima escalation tra Israele e la milizia filo-iraniana Hezbollah in Libano, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che i due Paesi hanno accettato un cessate il fuoco di 10 giorni e che l’Iran consegnerà l’uranio arricchito. “Ho appena avuto ottimi colloqui con lo stimatissimo presidente del Libano Joseph Aoun e con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu”, ha scritto il presidente americano sulla sua piattaforma Truth Social. “Questi due leader hanno concordato che, per raggiungere la pace tra i loro due Paesi, daranno formalmente inizio a un cessate il fuoco di dieci giorni a partire dalle 17.00” ora di Washington (le 23.00 di ieri in Svizzera). “Entrambe le parti vogliono la pace e credo che avverrà rapidamente”, ha dichiarato Trump, aggiungendo che inviterà Netanyahu e il presidente libanese alla Casa Bianca. Poco prima, Aoun aveva rifiutato un “contatto diretto” con il premier israeliano, sottolineando l’importanza di una tregua prima di avviare negoziati con lo Stato ebraico.
In serata il Dipartimento di Stato americano ha reso pubblico l’accordo tra Israele e il Libano. Tra i sei punti concordati vi è che il governo libanese, con l’aiuto internazionale, impedisca a Hezbollah di lanciare attacchi dal territorio libanese contro obiettivi israeliani. Israele, nel frattempo, rinuncia a “operazioni militari offensive” contro obiettivi libanesi, riservandosi tuttavia il diritto di adottare in qualsiasi momento tutte le misure necessarie per l’autodifesa contro attacchi pianificati, imminenti o in corso. Questo diritto non viene limitato dalla cessazione delle ostilità, si legge nel testo.
Netanyahu mantiene le truppe nel Sud
Netanyahu ha confermato la tregua: “Ho accettato una cessazione temporanea delle ostilità di dieci giorni”, ha dichiarato il premier israeliano in un videomessaggio. L’obiettivo è dare una possibilità ai colloqui per un accordo di pace con il Libano, avviati con un incontro tra gli inviati dei due Paesi a Washington. Israele pone due richieste principali: il disarmo di Hezbollah e la conclusione di un accordo di pace duraturo tra i due Stati. “Abbiamo l’opportunità di concludere uno storico accordo di pace con il Libano”, ha affermato Netanyahu. Durante la tregua, l’esercito israeliano resterà in una “zona di sicurezza rafforzata” nel Sud del Libano. Questa si estende dal Mar Mediterraneo fino al confine siriano ed è larga circa dieci chilometri. La misura, giustifica Tel Aviv, serve a proteggere le località nel Nord di Israele dagli attacchi di Hezbollah.
‘Ma che cessino completamente le ostilità’
Hezbollah apre al rispetto della tregua, a condizione che Israele cessi completamente le ostilità, compresi gli omicidi mirati contro i suoi membri, ha affermato un deputato della formazione filo-iraniana, Ibrahim Moussaoui. Dopo il cessate il fuoco che aveva posto fine alla precedente guerra tra le due parti nel novembre 2024, Israele aveva in effetti continuato a colpire con attacchi mirati i membri e le infrastrutture del movimento libanese.
Poco prima dell’entrata in vigore della nuova tregua ieri, Hezbollah ha lanciato numerosi razzi contro località nel Nord di Israele. Secondo i soccorritori, tre persone sono rimaste ferite da schegge di razzi, due delle quali in modo grave. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver risposto colpendo rampe di lancio di razzi di Hezbollah in Libano. E anche in Libano sono stati segnalati attacchi israeliani fino a poco prima dell’entrata in vigore della tregua. Il Ministero della salute ha comunicato che un attacco serale nei pressi della città costiera di Sidone ha causato tre morti e 21 feriti.
‘Accettato di restituirci la polvere nucleare’
In serata Trump ha pure assicurato che l’Iran ha acconsentito a consegnare il proprio uranio arricchito, una delle sue condizioni per un accordo con Teheran. “Hanno accettato di restituirci la polvere nucleare”, ha dichiarato il presidente americano ai giornalisti alla Casa Bianca, utilizzando il termine che impiega per designare le scorte di uranio arricchito, aggiungendo: “Ci sono ottime possibilità che riusciamo a raggiungere un accordo”. La Repubblica islamica nell’immediato non ha confermato l’informazione, mentre sono ancora in corso trattative, sotto l’egida del Pakistan, per organizzare un secondo round di negoziati dopo che la prima tornata per porre fine alla guerra in modo duraturo si è conclusa lo scorso fine settimana a Islamabad con un nulla di fatto.
“Se l’Iran farà la scelta sbagliata, allora ci sarà un blocco e le bombe cadranno sulle sue infrastrutture elettriche ed energetiche”, aveva minacciato in giornata il capo del Pentagono, Pete Hegseth.
Caro carburante, Edelweiss cancella voli
Citando come motivi la domanda in calo e l’aumento dei prezzi del carburante dovuto alla guerra in Iran, la compagnia svizzera di voli turistici Edelweiss, controllata di Swiss, ha nel frattempo cancellato voli verso alcune città degli Stati Uniti e destinazioni in Medio Oriente. In particolare, i voli verso Denver e Seattle vengono sospesi completamente. Sulla rotta per Las Vegas le frequenze saranno ridotte in estate e in autunno. Inoltre, nel programma invernale 2026/27 verranno cancellati i voli verso Muscat e Salalah in Oman.
Parallelamente il principale gruppo europeo del trasporto aereo, Lufthansa, ha annunciato il ritiro definitivo dell’offerta di Lufthansa CityLine, sua filiale regionale, con effetto immediato, citando il forte aumento dei prezzi del cherosene, oltre all’incremento dei costi aggiuntivi legati ai conflitti sociali. La decisione arriva nel pieno di una settimana di scioperi nel gruppo, indetti sia dai piloti sia dal personale di cabina, in particolare su questioni salariali e pensionistiche.
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