Blasfemia sui social, 23enne condannata a morte
ANSA/RED
“Insulti al profeta”. È questo il capo d’imputazione costato in Iran la condanna a morte a Najmeh Amini, 23 anni. Colpevole, secondo un tribunale di Mashhad, di aver scritto un post social “blasfemo”, e quindi punibile con la massima pena. La giovane, una studentessa di economia, era stata arrestata a inizio anno nei giorni in cui Teheran lanciava una massiccia operazione repressiva dei moti di protesta scattati a fine 2025 e soffocati nel sangue. L’accusa principale mossale inizialmente, secondo il giornale Khorashan, era di aver proferito “insulti estremamente volgari e offensivi nei confronti degli imam”.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-10-15T07:00:00.0000000Z
2026-10-15T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281522233056955
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