Meno truppe, niente missili: Trump risponde a Merz
Le parole di Friedrich Merz fanno arrabbiare il presidente Usa. La reazione è duplice: taglio alle truppe statunitensi, passo indietro sui missili a lungo raggio
Il cancelliere tedesco aveva criticato la gestione della guerra con l’Iran. Il tycoon replica da par suo. Anche a Teheran: ultima proposta ‘inaccettabile’.
L’ombra di Donald Trump rischia di oscurare il summit della Comunità politica europea. Mentre i leader europei – più il premier canadese Mark Carney, ospite d’eccezione – iniziano il loro viaggio verso Erevan, il tycoon infatti ha deciso di alzare il tiro contro la Germania, promettendo tagli alle truppe Usa ben superiori alle 5mila unità. Il che sarebbe un colpo ancora più duro alla deterrenza Nato. Il Donald europeo – ovvero il premier polacco Tusk – si è quindi adoperato per calmare gli animi. “Il vertice Epc deve lanciare un segnale chiaro: i legami transatlantici e l’amicizia tra Europa e Stati Uniti sono una nostra responsabilità comune, non c’è alternativa”.
I leader europei si trovano stretti fra la guerra in Ucraina, che non trova fine e vede il disimpegno degli Usa, e quella in Iran, dove aleggia lo spettro di nuovi attacchi israelo-americani, con la conseguente chiusura sine die dello stretto di Hormuz. Tra gli europei ci sono due fazioni: chi vorrebbe alzare la voce con gli Usa, frustrati da troppe giravolte, e chi, come la Polonia, non vuole rischiare ulteriori ritorsioni sulla sicurezza, tallone d’Achille del Vecchio Mondo. Si rafforza intanto una convinzione, sintetizzata in questi termini da un alto funzionario di Bruxelles: “Torniamo sempre allo stesso punto: dobbiamo accelerare sulla difesa europea”.
Riga rossa sul piano degli ex
Oltre al taglio delle truppe, gli Stati Uniti intendono fare un passo indietro anche sul dispiegamento di missili a lungo raggio in Germania pattuito dagli ex Olaf Scholz e Joe Biden. Lo conferma il ‘Financial Times’, sottolineando che Washington vuole cancellare il piano in seguito allo scontro fra il cancelliere Friedrich Merz e Donald Trump sull’Iran.
Il primo aveva messo in dubbio che il secondo avesse un piano di uscita dal Medio Oriente e aveva affermato che gli Stati Uniti stavano subendo una “figuraccia” nei colloqui con l’Iran. Trump in seguito definì Merz un leader “inefficace”. Il cancelliere tedesco, intanto, in un’intervista andata in onda domenica sera sull’emittente pubblica Ard, ha detto: “Non rinuncio a lavorare sulle relazioni transatlantiche. Né rinuncio a lavorare con Donald Trump”. Merz ha peraltro dichiarato che non vi è alcun collegamento tra la loro divergenza e il previsto ritiro delle truppe Usa.
Il piano di dispiegamento di Tomahawk, concepito durante l’amministrazione Biden e previsto in Germania nel corso di quest’anno, puntava a rafforzare la capacità di deterrenza della Nato nei confronti della Russia, mentre sei nazioni europee sviluppavano un proprio sistema. La decisione di posizionare armi a lungo raggio statunitensi in Germania per la prima volta dalla fine della guerra fredda è stata presa con estrema precauzione dal governo Scholz. Berlino ha richiesto ufficialmente agli Stati Uniti di acquistare i missili suoi Tomahawk e sistemi di lancio Typhon, ma i tempi di consegna sono lunghi.
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