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Per Trump la risposta dell’Iran ‘è totalmente inaccettabile’

Israele rilancia: uranio da ritirare, la guerra non è finita

L’Iran replica alla proposta Usa di chiudere il conflitto, ma Donald Trump boccia senza mezzi termini la risposta, che definisce “totalmente inaccettabile”, avuta dal mediatore Pakistan. Secondo una ricostruzione del Wall Street Journal, Teheran ha inviato un testo di diverse pagine con le sue richieste: no a impegni preliminari, sollecitati da Washington, su programma nucleare e scorte di uranio altamente arricchito, e disponibilità a sospendere le procedure di arricchimento per un periodo più breve rispetto ai 20 anni proposti dagli Stati Uniti. Infine, totale indisponibilità sullo smantellamento delle proprie strutture legate all’atomo, e apertura sulla diluizione di parte del suo uranio altamente arricchito e sul trasferimento della parte residua in un Paese terzo, a patto che, con la garanzia di Washington, il materiale sia restituito se i negoziati dovessero fallire o gli Stati Uniti dovessero ritirarsi dall’accordo in una fase successiva.

Il nucleare, con i paletti di Teheran ben definiti, sarebbe un dossier da affrontare nei successivi 30 giorni di negoziato, subito dopo la firma del memorandum. Al contrario, Teheran propone la fine delle ostilità e la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale, insieme alla revoca da parte degli Stati Uniti del blocco imposto su navi e porti iraniani.

Dopo aver tenuto gli Stati Uniti in attesa per 48 ore, Teheran ha sciolto la riserva, ma la replica negativa del presidente Trump fa precipitare la situazione nella più totale incertezza. “Ho appena letto la risposta dei cosiddetti ‘Rappresentanti dell’Iran’. Non mi piace: TOTALMENTE INACCETTABILE!”, ha scritto il tycoon su Truth, poco dopo un post in cui ha rimarcato che “l’Iran prende in giro gli Stati Uniti, e il resto del mondo, da 47 anni”, assicurando che Teheran “non riderà più”. Inoltre, in un’intervista pre-registrata, non ha escluso un “tocco finale” dell’esercito americano.

Netanyahu alza l’asticella

La guerra “ha permesso di ottenere molti risultati, ma non è finita”, ha affermato dal canto suo Benjamin Netanyahu. “Ci sono ancora materiali nucleari – uranio arricchito – che devono essere ritirati dall’Iran” e “impianti di arricchimento da smantellare”, ha affermato Netanyahu alla rete televisiva statunitense Cbs.

Braccio di ferro nel Golfo

Nel Golfo, lo stretto di Hormuz continua a essere oggetto di un braccio di ferro tra Washington e Teheran, mentre gli attacchi in mare si moltiplicano, nonostante il cessate il fuoco. In Qatar, una nave proveniente da Abu Dhabi è stata colpita da un drone in mattinata nelle acque territoriali, prima di proseguire il suo viaggio, secondo quanto riferito dal Ministero della difesa. L’agenzia di stampa iraniana Fars ha affermato che “batteva bandiera americana e apparteneva agli Stati Uniti”, senza dire esplicitamente che l’Iran l’avesse preso di mira. Altri Paesi del Golfo sono stati colpiti da droni domenica: il Kuwait non ne ha specificato la provenienza, ma gli Emirati Arabi Uniti hanno, da parte loro, accusato direttamente Teheran.

‘Non chineremo mai il capo’

“La nostra pazienza è finita”, ha avvertito Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano. “Non chineremo mai il capo davanti al nemico, e se si parla di dialogo o di negoziazione, ciò non significa né capitolazione né arretramento”, ha scritto a sua volta su X il presidente Massoud Pezeshkian. Teheran blocca Hormuz dall’inizio della guerra, autorizzando con il contagocce l’attraversamento dello stretto dal quale circola normalmente un quinto del petrolio consumato nel mondo. In risposta, Washington ha imposto un blocco dei porti iraniani dal 13 aprile.

ESTERO / SVIZZERA

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2026-05-11T07:00:00.0000000Z

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