Emergenza foraggio nell’arida Svizzera
I contadini fanno i salti mortali, Berna dà una mano
Sullo sfondo emblematico dei campi inariditi di Wittinsburg (Bl), l’Ufficio federale dell’agricoltura (Ufag) ha organizzato venerdì un incontro con i media per fare il punto. «L’agricoltura è duramente colpita dalla siccità», ha dichiarato Christian Hofer, direttore dell’Ufficio, precisando che in tutte le regioni si sono accumulati deficit di pioggia. Il Giura e l’Altipiano orientale e occidentale sono particolarmente colpiti. Anche sugli alpeggi la situazione è critica in molte zone, a causa della mancanza di erba e acqua per gli animali.
La Confederazione sta dando una mano. Ad esempio anticipando i pagamenti diretti alle aziende agricole e azzerando i dazi doganali sulle importazioni di fieno (dal 1° agosto). Venerdì è stata annunciata anche una riduzione dei dazi d’importazione sul mais da foraggio a partire dal 15 agosto e fino al 31 ottobre. Dal 2025 vi sono inoltre riduzioni dei premi per le assicurazioni sul raccolto, sostenute per il 30% dalla Confederazione, ha ricordato Hofer. Secondo il direttore dell’Ufag, le aziende puntano tra l’altro su migliori infrastrutture d’irrigazione, altre varietà vegetali o tecniche di coltivazione conservative. Ma anche i consumatori possono influire, decidendo come mangiare o bere.
L’Ufag ha invitato i media nell’azienda agricola Zumbrunn. Il ramo d’attività principale della fattoria, attiva da diverse generazioni, è la produzione lattiero-casearia con 40 mucche adulte e diversi vitelli. Al momento, a causa del caldo intenso, gli animali restano per lo più al riparo nella stalla, arieggiata grazie a grossi ventilatori.
I capi di bestiame che soffrono di più il caldo vengono bagnati con una doccia due o tre volte al giorno, ha spiegato Elias Zumbrunn. Ciononostante, il loro sistema immunitario risulta indebolito e sono più soggetti a varie malattie infettive. Vi è poi un ulteriore problema: la carenza di foraggio. Se quest’anno si è potuto tagliare i pascoli già due volte con rese medie, il consueto terzo taglio non sarà possibile, con una perdita quindi del 100%. E a causa della persistente siccità, neanche le spighe di mais riescono a svilupparsi correttamente.
«La situazione ci sta aprendo una falla nelle scorte e i commercianti di foraggio non rispondono nemmeno più al telefono», ha aggiunto Bruno Zumbrunn, padre di Elias. L’azienda ha sempre prodotto il mangime per i propri animali da sé, ma ora è in difficoltà. Dover ridurre il numero dei capi di bestiame sarebbe una catastrofe.
Il nodo dei prezzi
L’Unione svizzera dei contadini (Usc) è preoccupata. Oltre alle misure chieste (e in buona parte ottenute) dalla Confederazione (vedi sopra), ritiene fondamentale che i prezzi alla produzione aumentino per compensare i sovraccosti e le perdite di resa. Secondo l’organizzazione, “i prezzi attualmente spinti al ribasso nel commercio al dettaglio compromettono, a lungo termine, la sostenibilità ecologica, economica e sociale dell’agricoltura locale, nonché la sicurezza dell’approvvigionamento”. L’Usc si impegna con il commercio al dettaglio e le organizzazioni interprofessionali per ottenere tariffe che coprano i costi. Invita inoltre le casse di credito a facilitare l’accesso ai prestiti per le aziende agricole. A più lungo termine, l’Unione svizzera dei contadini chiede che la Confederazione sostenga le aziende agricole negli investimenti necessari, in particolare per la realizzazione di sistemi di irrigazione e bacini di ritenzione.
Alla fine di luglio, oltre 370 agricoltori e agricoltrici avevano inviato una lettera aperta all’Usc. Nella missiva, lamentavano che le loro difficoltà non venivano prese in considerazione dall’organizzazione di categoria.
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