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Fosforo bianco dell’Idf su collina strategica del Sud

La distanza tra il tavolo negoziale israelo-libanese di Roma e il terreno del Libano meridionale si allarga di giorno in giorno con l’esercito dello Stato ebraico che mette a ferro e fuoco il Sud del Libano con raid aerei, di artiglieria e con l’uso di bombe al fosforo, mentre il premier libanese Nawaf Salam denuncia le violenze di Israele come una violazione del diritto internazionale. L’esercito israeliano dal canto suo afferma di essere impegnato nell’annientamento delle infrastrutture di Hezbollah, il partito libanese alleato dell’Iran. La battaglia da giorni si combatte nel distretto di Nabatiye, sulla collina di Ali Taher. Per la prima volta dal fronte filtrano, tramite media regionali, dettagli sull’uso combinato di robot da ricognizione e di gas tossici iniettati nei tunnel scavati sotto la collina. Il fosforo bianco, arma proibita dal diritto internazionale ma ripetutamente usata da Israele in aree abitate da civili, è stato usato stamani proprio sulle alture di Ali Taher. Secondo l’esercito israeliano, il sito ospita una struttura del ‘partito di Dio’, con gallerie di comando e deposito di armamenti. Le forze israeliane hanno finora tentato senza successo di conquistarla. Intanto vigili del fuoco e residenti del Libano meridionale tornano ad accusare l’esercito israeliano di appiccare incendi nella regione.

SVIZZERA / ESTERO

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2026-08-13T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281526527879833

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