Afghani, rimpatri di nuovo possibili in casi particolari
In alcuni casi particolari, i rifugiati provenienti dall’Afghanistan potranno nuovamente essere rimpatriati nel loro Paese. Il Tribunale amministrativo federale (Taf) conferma che, in presenza di “circostanze individuali favorevoli”, il rinvio di un richiedente l’asilo è ora possibile.
Il caso riguarda un giovane afghano che si è visto respingere il ricorso dal Taf. I giudici di San Gallo hanno proceduto a una nuova valutazione della situazione in Afghanistan, ribadendo che, in linea di principio, un allontanamento verso il Paese non è ragionevolmente esigibile, come in precedenza. La novità è che, in presenza di circostanze individuali particolarmente favorevoli, le autorità svizzere possono ora prendere in considerazione un rimpatrio. L’eccezione vale per tutto il territorio afghano. Nel caso esaminato, il Taf ha ritenuto soddisfatte le condizioni per il rimpatrio: il richiedente è giovane, in buona salute, appartiene all’etnia maggioritaria pashtun, ha esperienza professionale e può contare su una rete familiare a Kabul. La Segreteria di Stato della migrazione (Sem) aveva respinto la sua domanda d’asilo alla fine del 2025 e ordinato il rinvio. Il Taf ha ora avallato la nuova prassi della Sem, respingendo il ricorso.
L’Aiuto svizzero ai rifugiati (Osar) critica la sentenza, ritenendo in generale inaccettabile l’allontanamento di persone verso l’Afghanistan, governato dal regime arbitrario dei talebani.
SVIZZERA / ESTERO
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2026-08-20T07:00:00.0000000Z
2026-08-20T07:00:00.0000000Z
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