Merz assediato: ‘Non mollo, il problema non sono io’
Il cancelliere non vuole mollare. E – sotto assedio, sconfitto alle urne di domenica – prova a fare adesso da garante: “Il governo assicurerà la democrazia nel Paese”. A Friedrich Merz, però, un tempo avvocato, non basteranno le armi della retorica per calmare la tempesta perfetta scatenata dal voto del 20 settembre: con la vittoria di AfD nel Meclemburgo, l’uscita epocale della Cdu dal Land, e la conquista di Berlino da parte della pasionaria della Linke Elif Eralp. Il Kanzler ha dovuto ammettere che il “risultato nel Meclemburgo è drammatico, una cesura nella storia del partito”. Poi ha provato a difendersi, incalzato dagli avversari di ultradestra come dai presunti amici, nella Cdu e nel governo. “Il voto va oltre la mia persona. Viviamo un cambiamento profondo del sistema dei partiti”. E questa dinamica non riguarda solo la Repubblica federale, ha incalzato, ampliando lo sguardo sul fenomeno globale.
In questo contesto, il leader democristiano conta di andare avanti e di tirare dritto sulle riforme. Una questione sulla quale, però, ha subito incontrato un nuovo inciampo. Messe alle spalle (ma per quanto tempo?) le forti critiche che vengono dal suo partito, sarà proprio questo il nodo che potrebbe minare la tenuta del governo. Mentre il Cremlino parla di malcontento dei tedeschi legato alle sanzioni ai russi. “Constatiamo che, in gran parte, il calo della competitività dell’economia in Germania è legato al fatto che abbia smesso di acquistare il gas russo a basso costo, e abbia iniziato ad acquistare quello molto più costoso in altri Paesi, in particolare negli Usa”. Un ennesimo tentativo di Mosca di interferire nelle dinamiche interne della Germania.
In un clima complessivamente ostile, il primo problema di Merz sarà il rapporto con gli alleati: “Non si può andare dritti con la testa contro il muro”, ha detto il vicecancelliere socialdemocratico, Lars Klingbeil, che insiste per correggere il corso delle riforme. Altrettanto critica è Manuela Schwesig. La presidente uscente del Meclemburgo ha perso di poco le elezioni, ed è riuscita a contenere il successo di AfD (al 38,2% contro il suo 35,5%). L’ultradestra non formerà il futuro Esecutivo regionale, mentre l’ex ministra di Angela Merkel, mai tenera con Merz, appare rafforzata da questo voto.
Sul piede di guerra anche la leader di AfD Alice Weidel: se andrà avanti così “la Cdu non vincerà mai più una elezione”, ha affermato. AfD si dice dunque pronta a governare la Germania.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-09-22T07:00:00.0000000Z
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