Le Pen vola verso l’Eliseo Nei sondaggi sbaraglia tutti
Bufera sul vice Bardella: ‘Ha scritto testi antisemiti’
Se si votasse oggi, Marine Le Pen sbaraglierebbe qualsiasi degli attuali possibili avversari al ballottaggio per l’Eliseo: la leader dell’estrema destra non lascerebbe scampo al candidato di centrodestra Edouard Philippe (vincendo con il 57% contro il 43%) né a quello della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon (69% contro 31%).
Aumentano anche i senatori
Nulla, a ormai soli sette mesi dalle presidenziali, sembra poter rallentare la corsa della leader del partito di estrema destra che al primo turno non teme avversari (31-34% la sua forbice, con il migliore dei rivali, Philippe, che non va oltre il 19%).
A garantire ulteriore slancio a questa corsa solitaria, la notizia che con 15 senatori (ne aveva tre prima delle senatoriali di domenica), il Rassemblement National (Rn) è per la prima volta in grado di costituire un gruppo anche in Senato. È un segnale importantissimo per la battaglia presidenziale del prossimo anno, anche perché il presidente del partito, Jordan Bardella, ha immediatamente invitato i “patrioti” sui banchi dei Républicains, la destra moderata, a unirsi al Rassemblement National.
Le Monde: ‘Una marcia ineluttabile’
Con 15 seggi – 9 eletti domenica che si aggiungono ai 3 già esistenti, ma insufficienti a formare un gruppo, e ai 3 dell’alleato Udr di Eric Ciotti –, il gruppo di estrema destra esordisce quindi in Senato.
I vantaggi sono evidenti: tempo di parola, peso nelle decisioni politiche, nuovi collaboratori e soprattutto la conferma di una “marcia ineluttabile” – come l’ha definita ieri Le Monde – di Marine Le Pen verso il potere. L’editoriale del quotidiano si intitola “Un segnale inquietante” e avverte che “i nuovi risultati mettono gli altri partiti di fronte alle loro responsabilità, a meno di sette mesi dal primo turno delle presidenziali in cui Marine Le Pen è la favorita nei sondaggi”.
Il presidente Bardella ha mostrato ancora una volta di non usare il politichese e, senza indugi, ha invitato i “patrioti sinceri” della destra Républicains a unirsi all’Rn con una prospettiva chiara: “Domani, se Marine sarà presidente e io premier – ha detto loro –, faremo un governo di apertura... è evidente che molti eletti con i Républicains avranno votato per l’Rn e spero che questo annunci una futura ricomposizione”.
Le rivelazioni di Mediapart
Lo stesso Bardella, però, è inaspettatamente finito in una nuova bufera: il sito di inchieste Mediapart ha portato a galla scritti risalenti al 2013 e attribuiti a Bardella. Contengono – secondo Mediapart – gravi frasi antisemite, del tipo “l’ebreo deve dominare gli altri popoli, schiacciarli e derubarli, un sionista è per forza ebreo, e in profondità”. Bardella ha parlato di “volgari fake”: “Il fatto che io non fossi un militante attivo nell’estate 2013, e fossi ancora minorenne, dovrebbe bastare a mostrare il carattere menzognero di queste ‘fonti’”, è stato il suo commento. “Mi sembra talmente folle, che non può che essere un falso”, gli ha fatto eco Marine Le Pen.
Intanto, però, le reazioni del mondo politico sono unanimemente sdegnate. L’ecologista Marine Tondelier ha affermato che Bardella “deve dimettersi da tutte le sue funzioni”; mentre la ministra contro le discriminazioni Aurore Bergé ha dichiarato che “gli scritti di Bardella, se confermati, sono di un’immensa gravità”.
ESTERO
it-ch
2026-09-29T07:00:00.0000000Z
2026-09-29T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281526527982257
Regiopress SA