Francia, prof e genitori al fianco dei ragazzi
Studenti ancora in piazza: ‘Troppo giovani per fare politica, abbastanza adulti per essere picchiati?’ Fermate 488 persone. Feriti negli scontri 43 agenti
Ansa/red
L’onda dei giovanissimi torna nelle piazze francesi. È la Gen Z, ovvero i liceali dai 14 ai 17 anni, a trascinare un intero Paese in una protesta generale che va oltre le rivendicazioni sugli edifici scolastici, le “classi pollaio” o il sistema educativo. Una protesta pacifica a cui partecipano anche genitori, docenti (che hanno anche protetto in molti casi i ragazzi), rovinata però da alcune frange di violenti che hanno provocato scontri a Parigi, Lione, Strasburgo, con disordini e atti di vandalismo che hanno provocato danni e feriti. “Non siamo abbastanza adulti per fare politica, ma lo siamo per farci picchiare dalla polizia?” è la domanda di una mobilitazione massiccia: in piazza in tutta la Francia 250’000 persone secondo il ministero dell’Interno, il doppio per gli organizzatori.
Nella capitale il corteo fra République e Nation è filato via piuttosto tranquillo. Alla fine, mentre i primi ad arrivare a place de la Nation sono stati “300 individui ostili” – come ha definito la prefettura il folto gruppo di black bloc – gran parte del corteo si disperdeva nelle vie adiacenti. Gli scontri con la polizia si sono protratti per oltre un’ora: sassi e incendi di cassonetti contro i lacrimogeni degli agenti. Secondo le autorità a Parigi a manifestare erano in 56’000, per gli organizzatori 100’000. E oltre a politici, sindacalisti, personalità della cultura, sono partiti da Place de la République tanti genitori, solidali con i ragazzi, e soprattutto professori, che a fine mattinata sul percorso della manifestazione hanno dato vita a una catena umana di solidarietà con gli studenti.
Nel corteo parigino Jean-Luc Mélenchon e il sindaco comunista di Saint-Denis, banlieue di Parigi, Bally Bagayoko. E poi la leader dei Verdi, Marine Tondelier, e il primo segretario socialista, Olivier Faure. Davanti all’Assemblée Nationale ha parlato a lungo il primo ministro, Sébastien Lecornu, che poi in serata, insieme con diversi ministri del governo, ha risposto alla convocazione di Emmanuel Macron che ha chiamato tutti all’Eliseo per fare il punto della situazione. Lecornu ha condannato le violenze a margine della protesta, garantendo che quelle commesse dai poliziotti vengono perseguite. Ma invocando anche la “responsabilità individuale, anche per i minori” nel caso di quelle commesse dagli studenti. Ha rincarato la dose contro l’estrema sinistra de La France Insoumise, accusando Mélenchon di voler “creare il caos nel Paese”, e ha poi promesso di voler dare “ascolto” alle rivendicazioni dei giovani. Tanto da annunciare per il fine settimana una sospensione delle lezioni per organizzare “un momento di democrazia interna” con i ragazzi.
Ovunque in Francia, la parola d’ordine dei cortei è stata “Andremo avanti”: la mobilitazione non si ferma, nonostante gli appelli del governo a tornare in classe e a riprendere subito il dialogo. Sul fronte dell’ordine pubblico ci sono stati meno fermi rispetto alle manifestazioni dei giorni scorsi, 488 secondo un primo conteggio serale del ministero dell’Interno, mentre 43 membri delle forze dell’ordine sono rimasti feriti negli scontri. La tensione era alta dopo che il giorno prima a Lens, nel nord della Francia, un giovanissimo studente ha avuto la mano mozzata da una granata “sting-ball” usata dalla polizia per evitare gli accerchiamenti. Sviluppi anche del grave episodio di una decina di giorni fa, sempre a nord di Parigi, quando un ragazzo è stato colpito al volto da un lacrimogeno sparato a due metri di distanza contro di lui da un agente. L’uomo è indagato per lesioni gravissime, sospeso dal servizio e in libertà vigilata in attesa di giudizio.
Ma secondo Donald Trump la scuola non c’entra: “Quanto sta accadendo in Francia è nientemeno che un’immigrazione di massa fuori controllo. L’Islam vuole prendere il sopravvento su un Paese”.
ESTERO / SVIZZERA
it-ch
2026-10-07T07:00:00.0000000Z
2026-10-07T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281526528001212
Regiopress SA