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Pseudo-tregua già finita

ANSA/RED

La pazienza di Kiev è finita. Volodymyr Zelensky ha annunciato la ripresa degli attacchi alle raffinerie russe, sfidando l’annuncio di una tregua energetica da parte di Donald Trump dopo averla rispettata per alcuni giorni accusando Mosca di averla violata. Un’accusa reciproca su una tregua che in realtà nessuno dei due Paesi ha confermato di aver negoziato. Sebbene Trump l’abbia descritta come un impegno che riguarda entrambi i Paesi, i suoi strali si sono concentrati su Zelensky, sollecitato ad andarsene, e sugli attacchi ucraini, responsabili a suo avviso di accentuare la crisi del diesel anche in Usa, compromettendo così le chance dei repubblicani alle Midterm. Il presidente ucraino rischia così di aggravare la più grave frattura tra Kiev e Washington dall’inizio del conflitto, segnata da una serie di circostanze allarmanti: l’esaurimento dei Patriot, l’interruzione di Starshield (la versione militare di Starlink) poi ripreso ma in modo limitato, il blocco dell’intelligence, il tentativo Usa di sbloccare alcuni asset russi congelati in Europa (stoppato per ora dagli europei). Nonostante i suoi aiuti, il vecchio continente non dispone di alternative subito disponibili né a Starlink né ai sistemi satellitari americani usati per individuare i lanci di missili russi. Difficile anche reperire Patriot. In compenso Londra ha iniziato a inviare a Kiev altri missili a lungo raggio Storm Shadow.

SVIZZERA / ESTERO

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2026-10-16T07:00:00.0000000Z

2026-10-16T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281526528026746

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