L’alleanza pro Bilaterali III vacilla sulla protezione salariale
La commissione degli Stati boccia diverse misure cruciali
Ats/sg
La tutela dal licenziamento per i rappresentanti del personale e sindacali attivi nelle aziende va stralciata dalle misure a protezione dei salari contenute nei Bilaterali III. È quanto stabilito dalla Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (Cet-S) per 8 voti a 4. I sindacati deplorano decisioni che, a detta dell’Unione sindacale svizzera (Uss), “mettono in discussione la tutela dei salari e sono in contrasto con gli Accordi bilaterali III”.
La Cet-S invece giustifica il suo no alla cosiddetta ‘misura 14’, concordata tra i partner sociali e poi aggiunta dal Consiglio federale, con il fatto che non sarebbe direttamente connessa al pacchetto Svizzera-Ue e pertanto non dovrebbe fare parte delle misure per la protezione dei salari. Una minoranza, precisa una nota dei servizi parlamentari, ha fatto notare che senza questo adeguamento la Svizzera potrebbe finire nella lista nera dell’Organizzazione internazionale del lavoro.
La misura 14 – da tempo oggetto di discussioni fra i partner sociali – mira a garantire una migliore tutela del partenariato sociale a livello aziendale. La richiesta, avanzata dai sindacati, era stata criticata dalla destra. Riguarda i rappresentanti eletti dei lavoratori, i membri di un organo paritetico di gestione di un istituto di previdenza e i membri dei comitati nazionali di settore dotati di un contratto collettivo di lavoro esteso. Quando un datore di lavoro intende licenziare una di queste persone, deve avviare con quest’ultima una procedura di preavviso. Lo scopo è di trovare una soluzione che eviti il licenziamento. La sinistra è indignata: “In questo modo [la commissione] non solo viola il compromesso raggiunto dalle parti sociali, ma anche l’esito dei negoziati con l’Ue”, scrive il Ps. Dello stesso tenore la reazione dei sindacati, il cui sostegno è cruciale per la sorte del pacchetto di accordi tra Svizzera e Ue. Travail.Suisse ha ricordato ieri che la garanzia della tutela salariale è un presupposto imprescindibile per l’approvazione dei Bilaterali III. Prima dell’estate, alcune organizzazio
ni economiche avevano segnalato di non volersi opporre alla misura 14.
La Cet-S ha eliminato anche altri elementi dal ‘pacchetto salariale’. In primo luogo, la responsabilità rafforzata dei subappaltatori, che impone alle aziende di rispondere del dumping salariale praticato dai propri subappaltatori e che era stata negoziata come contropartita all’allentamento delle condizioni relative alla cauzione. Inoltre, la commissione respinge la richiesta dell’Ue di una nuova regolamentazione della cauzione: i Bilaterali III prevedono che la Svizzera possa richiederla solo alle imprese straniere inadempienti. La Cet-S intende continuare a richiederla anche a quelle per le quali non sono mai state sollevate contestazioni in materia salariale.
ESTERO / SVIZZERA
it-ch
2026-08-12T07:00:00.0000000Z
2026-08-12T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281530822844778
Regiopress SA