Prenotati i primi voli verso l’Italia dopo il 2022
La pratica ricomincerà gradualmente dalla fine di agosto
Ats/red
Riprendono le riammissioni Dublino bloccate da Giorgia Meloni, ma per ora solo di chi è arrivato in Svizzera in seguito al 12 giugno, data di entrata in vigore del nuovo Patto europeo sulla migrazione.
Dopo quasi quattro anni di blocco, la Svizzera riprende i trasferimenti dei richiedenti l’asilo arrivati dall’Italia. “I primi voli sono stati prenotati” ha confermato alla tv svizzero-tedesca Srf Magdalena Baker, portavoce della Segreteria di Stato della migrazione (Sem), spiegando che la pratica ricomincerà dalla fine di agosto e che al momento si tratta soltanto di casi isolati.
La Sem ha concordato con le autorità italiane che le riammissioni avvengano in modo graduale: “È nell’interesse della Svizzera che la ripresa sia gestita in modo sostenibile per entrambe le parti, affinché il sistema funzioni in modo duraturo e non venga sovraccaricato”.
Nel dicembre del 2022, poco dopo l’insediamento della premier Giorgia Meloni, l’Italia aveva bloccato tutte le riammissioni di richiedenti l’asilo, violando così l’accordo di Dublino in materia di asilo.
Il fatto che l’Italia sia ora in linea di principio nuovamente disposta alle riammissioni è legato al nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Un patto entrato in vigore lo scorso 12 giugno che comporta per l’Italia e altri Paesi di arrivo per i richiedenti l’asilo un sostegno finanziario e altri sgravi, ma soltanto se i Paesi adempiono ai loro obblighi.
Ad ora solo per gli arrivi dopo il 12 giugno
Tuttavia l’Italia sarebbe ora disposta a riprendere soltanto i richiedenti l’asilo arrivati sul territorio dopo l’entrata in vigore del Patto, il 12 giugno appunto. In Germania pochi giorni fa sarebbe fallito per questo motivo il primo trasferimento di tre persone verso l’Italia. Stando a un articolo della Frankfurter Allgemeine Zeitung, Roma ha negato il proprio consenso perché i tre richiedenti erano entrati in Germania in una data precedente. Quanto alla Svizzera, la Sem conferma che i primi trasferimenti riguarderanno persone giunte nel nostro Paese successivamente al 12 giugno. «I nuovi processi dovranno essere testati inizialmente sulla base di casi attuali», ha detto Baker alla Srf, senza rendere noto se l’Italia rifiuterà, anche nei confronti della Confederazione, la riammissione di coloro che sono entrati prima del Patto, sottolineando però che con la vicina Penisola non è stato raggiunto alcun accordo che lo escluda. Dalla fine del 2022, secondo la Sem, l’Italia avrebbe dovuto riprendere complessivamente 3’784 richiedenti l’asilo dalla Svizzera. Poiché si è rifiutata di farlo, la Confederazione ha dovuto garantire loro una procedura d’asilo. Nel frattempo, quasi il 40% di queste persone ha ottenuto protezione in Svizzera e può quindi rimanere nel Paese. Per oltre 1’300 persone è ancora in corso una procedura d’asilo. Stando alla Sem, oggi la Svizzera potrebbe rinviare in Italia soltanto 652 persone.
Interpellanza di Quadri a Berna
Sul tema il consigliere nazionale ticinese Lorenzo Quadri (Lega) ha presentato un’interpellanza al Consiglio federale. Oltre ai dati sui trasferimenti che non hanno potuto essere effettuati a causa della sospensione italiana delle riammissioni, chiede quanto è costato complessivamente alla Confederazione, dal dicembre 2022 a oggi, questo blocco, considerando in particolare i costi supplementari di alloggio, assistenza, procedura d’asilo e personale amministrativo. Domanda inoltre quanti di tali costi sono riconducibili al fatto che, a causa dell’impossibilità di trasferire gli interessati in Italia, le relative procedure Dublino sono sfociate in procedure d’asilo nazionali; e quanto si prevede che costerà alla Confederazione l’esecuzione dei trasferimenti verso l’Italia, tenendo conto di trasporti, accompagnamento e personale. Vuole infine sapere se il Consiglio federale intenda chiedere all’Italia un rimborso, totale o parziale, dei costi supplementari sostenuti dalla Svizzera a causa della sospensione dei trasferimenti Dublino. Se no, per quali motivi?
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