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Thaçi condannato per crimini di guerra

I giudici dell’Aja infliggono 25 anni all’ex leader dell’Uck provocando aspre critiche da Pristina e Tirana, che chiedono il ricorso. Scontri in piazza

Ansa/ats/red

Hashim Thaçi, padre fondatore del Kosovo ed ex presidente, considerato un “eroe di guerra”, è stato condannato a 25 anni di carcere per crimini di guerra dai giudici delle Camere specializzate per il Kosovo (Ksc) dell’Aja, e con lui altri tre ex comandanti dell’Uck, l’Esercito di Liberazione del Kosovo.

Una sentenza attesa con ansia e tensione e accolta con amarezza e lacrime in patria, dove una folla dalla mattina presto si era radunata davanti a un maxischermo nella speranza di un’assoluzione, dando poi sfogo alla rabbia con manifestazioni di piazza che hanno preso di mira e tentato di assaltare la sede di Pristina di Eulex, la missione Ue che acconsentì all’estradizione e al processo dei quattro, e quella del governo.

Le Camere Specializzate – tribunale creato in Kosovo per giudicare i crimini commessi durante la guerra di liberazione poi trasferito nella capitale olandese per preservarne la neutralità – hanno riconosciuto Thaçi, Kadri Veseli, Rexhep Selimi e Jakup Krasniqi colpevoli di quattro capi di imputazione per crimini di guerra, mentre sono stati assolti dalle accuse di crimini contro l’umanità. Le pene complessive ammontano a 81 anni: 25 anni a Thaçi, 25 all’ex portavoce dell’Uck ed ex presidente del Parlamento Krasniqi, 18 all’ex capo dell’intelligence Uck e anch’egli speaker dell’Assemblea Veseli, e 13 al comandante operativo Selimi. Verranno abbonati i sei anni di carcere già scontati all’Aja.

I quattro dunque sono stati ritenuti penalmente responsabili della detenzione arbitraria di 385 persone, di trattamenti crudeli inflitti a 49 persone, della tortura di 303 persone e dell’uccisione di 96 persone. I giudici hanno invece stabilito che l’accusa “non ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio” l’esistenza di un “attacco generalizzato o sistematico contro la popolazione civile”, elemento necessario per le imputazioni di crimini contro l’umanità.

L’identikit

Thaçi, 58 anni, ex presidente e primo ministro, che ha assistito alla sentenza col volto impassibile, è una delle figure centrali della storia politica del Paese. Conosciuto in clandestinità con il nome di battaglia “Il Serpente”, durante la guerra assunse un ruolo di primo piano nella leadership politica dell’organizzazione. Nel 1999 poi guidò la delegazione kosovara ai colloqui di Rambouillet, il fallimento dei quali diede inizio all’attacco della Nato contro la Serbia. Dopo la guerra contribuì alla fondazione del Partito democratico del Kosovo (Pdk). Nel 2008 divenne primo ministro e fu tra i protagonisti della proclamazione dell’indipendenza del Kosovo dalla Serbia. Nel 2016 venne eletto presidente, ma lasciò l’incarico spontaneamente nel novembre 2020, dopo la conferma dell’atto d’accusa da parte dell’Aja.

Il processo era iniziato il 3 aprile del 2023. Gli imputati hanno annunciato che presenteranno ricorso. Il presidente del collegio giudicante, l’americano Charles Smith III, nel leggere la sentenza ha sottolineato che il processo non riguardava la legittimità dell’obiettivo dell’Uck di ottenere l’indipendenza del Kosovo, ma la responsabilità individuale degli imputati.

Le reazioni

Dagli Stati Uniti e da Bruxelles è arrivato un appello ad accettare la decisione e a moderare il dibattito. Mentre il premier kosovaro Albin Kurti ha definito la sentenza un’ingiustizia e ha affermato che il verdetto dovrebbe essere modificato in Appello. Reazioni simili anche in Albania.

E non poteva mancare quella di Belgrado. Per il presidente serbo Aleksandar Vucic la sentenza dell’Aja è “ipocrita”: infatti, secondo lui, non ha riguardato i crimini contro l’umanità, non si era occupato dell’obiettivo dell’Uck di rendere il Kosovo indipendente, né dei rapimenti, degli omicidi e delle sparizioni di serbi. In un discorso trasmesso in tv, Vucic ha affermato che, a prescindere dal fatto che le sentenze siano definitive o meno, “è una grande lezione per noi. Così come è un grande indicatore e una grande lezione per noi su quale tipo di doppi standard e quale tipo di ipocrisia regnino nel mondo che ci circonda”, aggiungendo che “i serbi saranno sempre criminali, e tutti gli altri saranno liberatori, eroi ed eroine, e a tutti sarà permesso di farlo, tranne ai serbi”, ha detto Vucic, con un velato riferimento alla condanna all’ergastolo inflitta a Ratko Mladic.

IL RAPPORTO MARTY

Indagini e legami con la Svizzera

Il caso ha anche legami con la Svizzera. Come noto, la diaspora kosovara nella Confederazione è numerosa: alla fine del 2025 l’Ufficio federale di statistica contava 116’900 kosovari. Ma i collegamenti col caso non si fermano qua.

Le indagini al Tribunale speciale si basano su un rapporto del 2010 del relatore svizzero del Consiglio d’Europa Dick Marty. Marty ha accusato Thaçi di essere stato a capo di un gruppo di stampo mafioso che organizzava rapimenti, traffico di droga e prelievi di organi dai prigionieri e deteneva fondi su conti svizzeri. Thaçi ha sempre respinto tutte le accuse.

Il rapporto ha portato alla costituzione del tribunale speciale e alle dimissioni di Thaçi dalla carica di presidente nel novembre 2020. Marty è stato posto sotto protezione a partire dal dicembre 2020 ed è deceduto il 28 dicembre 2023. Sia Marty che Amnesty Svizzera hanno criticato il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) e il Ministero pubblico della Confederazione per essere intervenuti troppo tardi in questa vicenda.

Il governo elvetico ha intrattenuto fin da subito contatti ufficiali con Thaçi. Nel 1999 si è tenuto a Berna un incontro tra l’allora consigliere federale Joseph Deiss e Thaçi. Nello stesso anno è iniziato il dispiegamento delle truppe Swisscoy in Kosovo.

Dopo la dichiarazione di indipendenza del Kosovo nel febbraio 2008, la Svizzera ha riconosciuto il nuovo Stato. Nel marzo 2008 l’allora ministra degli Esteri Micheline Calmy-Rey inaugurò l’ambasciata svizzera a Pristina. Nel 2014 il presidente della Confederazione Didier Burkhalter incontrò Thaçi in Kosovo.

ESTERO / SVIZZERA

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2026-09-17T07:00:00.0000000Z

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