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Smembrato il pacchetto di Karin Keller-Sutter

Il Parlamento fa a pezzi il pacchetto di sgravio 27. Va in fumo quasi il 40% del volume di risparmio proposto. Il contraccolpo si sentirà nel preventivo 2027

Da 8,4 a 5,3 miliardi per il periodo 2027-2029: si è sciolto come neve al sole in Parlamento il progetto governativo. Contraccolpo programmato sul prossimo preventivo.

Il percorso parlamentare del pacchetto di risparmi denominato ‘sgravio 27’ è praticamente giunto al termine: a tre giorni dalle votazioni finali, previste venerdì, ieri il Consiglio nazionale ha eliminato le ultime due divergenze minori (una sui provvedimenti per valorizzare la frutta, l’altra sull’istruzione dei giovani Svizzeri all’estero) che dopo un lungo tira e molla tra le due Camere ancora l’opponevano al Consiglio degli Stati. Il risultato finale è ben al di sotto di quanto la ministra delle Finanze Karin Keller-Sutter (Plr) sperava. Il Parlamento ha voluto ridurre il volume di sgravio complessivo per il periodo 20272029 da 8,4 a 5,3 miliardi di franchi: in fumo dunque è andato quasi il 40% del totale. A corto termine, la conseguenza è che nel preventivo per il prossimo anno ‘ballano’ quasi 600 milioni di franchi.

Per poter finanziare le spese per l’esercito e per l’Avs, destinate a crescere notevolmente nei prossimi anni (per effetto dell’aumento del budget delle forze armate all’1% del Pil entro il 2032, oltre che della 13esima Avs e dell’aumento del numero di rendite versate a seguito del pensionamento dei baby-boomer), numerose sovvenzioni federali avrebbero dovuto essere ridotte o soppresse. Questo era l’obiettivo del Consiglio federale, che lo scorso autunno aveva messo a punto e trasmesso al Parlamento il pacchetto. Nel suo messaggio, l’Esecutivo chiedeva misure di contenimento della spesa per 2,4 miliardi di franchi nel 2027 e di circa 3 miliardi nel 2028 e 2029.

Quasi 600 milioni che ‘ballano’

Nelle scorse sedute, Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati avevano già deciso che il bilancio sarà alleggerito esclusivamente attraverso il contenimento delle uscite e non con nuove entrate. Complessivamente il pacchetto di sgravio 2027 approvato prevede risparmi per 1,4 miliardi nel 2027, 1,9 miliardi nel 2028 e quasi 2 miliardi nel 2029. Tra le misure di risparmio (meglio: di contenimento della crescita della spesa) adottate, solo 14 hanno richiesto modifiche legislative (per un volume di sgravio pari a 639 milioni). Gli altri tagli sono stati inseriti solo nel piano finanziario, che non è vincolante.

Karin Keller-Sutter non ha mancato di far notare che il Parlamento stralcia dalla legge una quota di molto inferiore all’1% della spesa annuale della Confederazione. Con questi numeri, il bilancio presenta per il 2027 un deficit strutturale di quasi 600 milioni, ha detto martedì la consigliera federale. Il Governo proporrà, con il preventivo, come ridurlo per rispettare il freno all’indebitamento. Il Parlamento ne discuterà nella sessione invernale 2027. «È quindi probabile che si tornerà presto a negoziare su alcune spese oggi bocciate», ha dichiarato la sangallese.

Oltre alla rettifica del preventivo, nell’anno in corso sono all’esame altre proposte, tra cui quelle relative al finanziamento del potenziamento dell’esercito o della 13esima Avs. «Anche se tutti questi progetti verranno approvati, a partire dal 2029 si profilano nuovamente deficit ingenti», ha affermato Keller-Sutter. Il pacchetto di sgravio 27 è solo una misura intermedia, seppur importante. Senza la parte soggetta a referendum, nel 2027 si creerebbe un buco di circa 1,2 miliardi, che andrebbe coperto con tagli alle spese non vincolate.

Zero sul fronte delle entrate

Nella sua versione governativa, il pacchetto comprendeva sia tagli alle uscite, che nuove entrate. Il Consiglio federale auspicava in particolare nuovi dazi d’importazione nel settore agroalimentare e l’aumento delle imposte sui prelievi in capitale. Queste due proposte sono però state bocciate dal Consiglio nazionale e dagli Stati già in prima lettura. ‘No’ anche all’introduzione, a partire dal 2027, della garanzia statale di liquidità (Public Liquidity Backstop, Plb) per le banche di rilevanza sistemica, che avrebbe garantito entrate per 140 milioni di franchi all’anno. Il meccanismo sarà comunque ancora discusso in un dibattito separato.

Il Parlamento però ha soprattutto evitato di andarci pesante con i tagli alle spese. Il Legislativo ha ad esempio rispedito al mittente i ‘risparmi’ previsti ai programmi esteri della Ssr e agli aiuti indiretti alla stampa, che comprendono la distribuzione dei giornali. Mantenuti anche i contributi della Confederazione alla sicurezza dei piccoli aeroporti, come quello di Lugano/Agno. In ambito ambientale, le Camere hanno stabilito che, anche nei prossimi anni, la Confederazione dovrà mettere a disposizione fondi adeguati per il programma edifici a livello cantonale. Invece di un taglio di 400 milioni il Parlamento ha ridotto la decurtazione fino a 200 milioni all’anno per il periodo 2027-2029.

Le uscite in materia di cooperazione internazionale saranno inoltre congelate fino al 2030, per un risparmio di 107 milioni nel 2027, 167 milioni nel 2028 e 234 milioni nel 2029. Circa il traffico regionale, i tagli di 60 milioni all’anno chiesti dal Governo sono stati respinti. Bocciato però anche l’aumento di 11 milioni approvato in dicembre in sede di preventivo 2026.

Referendum poco probabile

Le misure che necessitano una modifica legislativa sono ora pronte per le votazioni finali, quelle unicamente di natura finanziaria sono definitivamente adottate. Da notare che potranno essere portate davanti al popolo solo le prime, non esistendo su scala federale lo strumento del referendum finanziario. La possibilità che i cittadini vengano effettivamente chiamati alle urne appare comunque bassa: il co-presidente del Ps, Cédric Wermuth, ha infatti dichiarato a Keystone-Ats che il suo partito è piuttosto restio a lanciare un referendum. Lunedì anche i Verdi avevano detto di voler rinunciare al referendum tanto sbandierato nelle ultime settimane, dato che il Parlamento ha corretto il tiro nel settore più colpito, quello del clima.

Qualora i tagli che richiedono una modifica di legge dovessero essere accantonati, i risparmi andrebbero cercati nelle spese non vincolate, che la sinistra difende con forza, in particolare nei settori della cooperazione internazionale, dell’istruzione e dell’ambiente. Dato il forte peso della lobby agricola a Palazzo federale, è invece difficile immaginare riduzioni nel settore agricolo. “In definitiva, ci potrebbe essere più da perdere che da guadagnare”, ha sentenziato Wermuth.

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2026-03-18T07:00:00.0000000Z

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