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Trump rilancia i colloqui: ‘Possibili già venerdì’

Teheran non si fida degli Usa e teme offensive a sorpresa

Non è l’ennesima scadenza, piuttosto un orizzonte temporale quello che Donald Trump si è dato – di nuovo – nel tentativo di portare il regime iraniano al tavolo dei negoziati, andato deserto nell’appuntamento di martedì a Islamabad. “È possibile”, ha infatti risposto il presidente americano a una giornalista che gli chiedeva se nuovi colloqui con l’Iran potessero tenersi nelle prossime “36-72 ore”, vale a dire entro venerdì. Una data non ufficiale e non confermata da Teheran, che non si è ancora pronunciata nemmeno sul prolungamento in extremis del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti in attesa – ha spiegato lo stesso Trump – di una “proposta” da parte iraniana per chiudere la guerra e riaprire il cruciale Stretto di Hormuz che starebbe facendo “collassare” la Repubblica islamica. Con la chiusura, l’Iran “perde 500 milioni di dollari al giorno”, ha tuonato il tycoon su Truth.

Attacco dei pasdaran a tre navi cargo

Lo Stretto resta teatro di tensioni altissime: ieri i pasdaran hanno attaccato tre navi cargo del gruppo Msc, che tentavano di uscire dal Golfo Persico, sequestrandone due poi scortate fino alle coste iraniane. E se il Pakistan resta fiducioso sulla possibilità di tenere un secondo raid di colloqui nei prossimi giorni, Teheran dimostra invece di non fidarsi della proroga della tregua proposta da Trump, temendo “attacchi a sorpresa”, e ha avvertito che la situazione nello Stretto non cambierà “finché gli Stati Uniti non porranno fine al blocco della libertà di navigazione da e verso l’Iran”. “Un cessate il fuoco completo ha senso solo se non viene violato dall’assedio marittimo e dal sequestro dell’economia mondiale”, ha scritto su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. “L’apertura dello Stretto di Hormuz non è possibile con una palese violazione. Non hanno raggiunto i loro obiettivi con l’aggressione militare, non li raggiungeranno nemmeno con l’intimidazione. L’unica via è l’accettazione dei diritti della nazione iraniana”, ha aggiunto il caponegoziatore della Repubblica islamica. Secondo un funzionario americano citato da Axios, la mano tesa del presidente non è però a tempo indeterminato, ma scadrà “tra 3-5 giorni”. Informazione smentita in serata dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, definendo “inesatta” tale ipotesi e dichiarando che Trump non ha fissato una scadenza tassativa per la proposta all’Iran: sarà lui a dettare la tempistica.

Alta rimane pure la tensione tra Libano e Israele alla vigilia del nuovo round negoziale atteso nelle prossime ore a Washington con l’obiettivo di prolungare di un mese il cessate il fuoco di 10 giorni decretato il 17 aprile e che appare sempre più un simulacro di sé stesso. Israele continua infatti le sistematiche demolizioni delle infrastrutture civili nella “zona cuscinetto” creata nel sud del Libano dove intere cittadine vengono progressivamente cancellate.

SVIZZERA / ESTERO

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2026-04-23T07:00:00.0000000Z

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