Trump, pace ritrovata anche con l’Europa
Il presidente Usa: ‘Il summit è stato un successo’. Intanto Hormuz stenta a ripartire. Firmato in serata l’accordo digitale tra Washington e Teheran: è già in vigore
Al G7, dopo anni di contrasti, scoppia la pace con Donald Trump. Il vertice di Evian si chiude nel segno della cooperazione ritrovata e del rinnovato linguaggio comune, dall’Iran all’Ucraina. “È stato un grande successo”, assicura il presidente americano che, nel corso di una interminabile conferenza stampa, ha difeso a spada tratta l’intesa con l’Iran, prima di recarsi a Versailles per una cena in onore dei 250 anni della Dichiarazione di indipendenza Usa. In serata l’annuncio della firma digitale dell’accordo con Teheran in attesa della stretta di mano di domani al Bürgenstock, dove a rappresentare gli Usa ci sarà JD Vance. “Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati, e anche oltre. Tutti sono felici, nessuno mi ha detto ‘hai sbagliato, dovevi continuare a bombardare’”, ha rivendicato il tycoon. “Questo accordo, che si chiama ‘Accordo Trump’, è fantastico”, ha continuato a ripetere gonfiando il petto, perché a Evian i 7 grandi sono tutti con lui.
Anzi, aspettano la firma e l’apertura di Hormuz per far partire la missione europea di sorveglianza e sminamento dello Stretto sulla quale tanto contano Londra e Parigi. Al momento, però, la situazione a Hormuz appare ben lontana dalla normalità. I registri di navigazione hanno segnalato il passaggio di meno di una ventina di navi, rispetto alla media delle 120 al giorno del periodo pre-guerra. Oltre duecento petroliere e oltre trecento navi mercantili sarebbero ancora ferme nell’area. A Bruxelles sono convinti che per ritornare ai flussi di import di gas e petrolio pre-conflitto potrebbero volerci mesi.
Attaccato dalla stampa americana, Trump per difendersi, ha usato gli argomenti più collaudati, come quello dell’arma nucleare che Teheran sarebbe stata sul punto di ottenere: “Se non avessi posto fine a tutto questo – ha tuonato – l’Iran avrebbe fatto saltare per aria tutto il Medio Oriente, incluso Israele”. Quindi è tornato a prendere di mira l’accordo fatto da Obama con Teheran nel 2015, e da lui stracciato già nel corso del suo primo mandato: “Un’intesa che avrebbe dato agli iraniani l’accesso legale alla bomba atomica – sostiene –. Un patto orribile per lo Stato ebraico”. Il rapporto con Israele è tornato più volte nelle parole di Trump, decantando la sua “grande partnership” con Benyamin Netanyahu ma non rinunciando a bacchettarlo: “Bibi a volte si lascia un po’ prendere la mano. Se Israele vede volare un drone degli Hezbollah bombarda dei palazzi. Non è una cosa buona”. Il tycoon ha invece ringraziato Xi Jinping e Vladimir Putin per essere rimasti “neutrali” nella guerra con l’Iran, rendendogli “le cose molto più semplici”. Con gli alleati del G7 sembra anche essere tornata piena sintonia sul dossier Ucraina, dalla necessità di rafforzare il sostegno a Kiev a quella di aumentare la pressione su Mosca che mostra sempre più segnali di cedimento. “Il G7 è stato rivitalizzato”, ha esultato il presidente francese Emmanuel Macron, riuscito a ottenere un’unità quasi insperata. Tanto che il capo dell’Eliseo si è spinto a parlare di “momento Evian”, per descrivere una svolta rappresentata da quello che ha definito “un cambiamento profondo dell’approccio” di Donald Trump.
Resta da capire come comportarsi con Putin, che ha snobbato il vertice. Ma l’Ue avrebbe avviato contatti diretti con il Cremlino per arrivare al più presto a una pace negoziata con Kiev.
Il testo e i 14 punti del memorandum
Le autorità statunitensi hanno diffuso il testo del protocollo d’intesa con l’Iran. Nel documento gli Usa si impegnano a costituire un fondo di 300 miliardi di dollari (circa 240 miliardi di franchi) per l’Iran in caso di accordo definitivo e assicurano che Teheran sarà autorizzata a vendere il petrolio dopo la firma del protocollo. I 60 giorni di negoziati, stando al presidente americano, non sono invece “una scadenza inderogabile”, facendo immaginare ci sia bisogno di più tempo per arrivare a dama. Ecco i 14 punti nel dettaglio.
1. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti, insieme ai loro alleati coinvolti nell’attuale guerra, dichiarano la cessazione immediata e permanente della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, e si impegnano a non intraprendere da questo momento alcuna azione ostile, né a minacciare o usare la forza reciproca. L’accordo finale confermerà le disposizioni del presente articolo e dei restanti articoli.
2. Si impegnano a rispettare reciprocamente la sovranità e l’integrità territoriale e ad astenersi da qualsiasi interferenza negli affari interni altrui.
3. Si impegnano a negoziare e raggiungere un accordo finale entro un periodo massimo di 60 giorni, prorogabile previo consenso reciproco.
4. Immediatamente dopo la firma del presente memorandum d’intesa, gli Stati Uniti revocano il blocco navale e impediscono qualsiasi interferenza od ostacolo nei confronti della Repubblica islamica dell’Iran, ripristinando il traffico marittimo alla piena capacità entro un massimo di 30 giorni. Il traffico delle navi dovrà essere proporzionato ai volumi precedenti alla guerra per quanto riguarda l’Iran. Gli Stati Uniti si impegnano inoltre a ritirare le proprie forze dalle aree circostanti entro 30 giorni dalla conclusione dell’accordo finale.
5. L’Iran adotterà immediatamente misure per garantire che il traffico delle navi mercantili tra il Golfo Persico e il Mare di Oman, in entrambe le direzioni, torni entro 30 giorni ai livelli precedenti alla guerra, tenendo conto della necessità di rimuovere gli ostacoli tecnici e neutralizzare le mine.
6. Gli Stati Uniti, insieme ai loro partner regionali, si impegnano a elaborare un piano globale concordato per la riabilitazione e lo sviluppo economico della Repubblica islamica dell’Iran, garantendo finanziamenti per almeno 300 miliardi di dollari. Il meccanismo di attuazione di tale piano sarà definito entro 60 giorni come parte dell’accordo finale.
7. Gli Usa si impegnano a porre fine, secondo un calendario da concordare nell’ambito dell’accordo finale, a tutte le sanzioni attualmente imposte alla Repubblica islamica dell’Iran.
8. L’Iran ribadisce che non produrrà mai armi nucleari. Iran e Stati Uniti concordano che il destino del materiale arricchito e tutte le altre questioni nucleari concordate reciprocamente, comprese le esigenze nucleari iraniane, saranno adeguatamente affrontate nell’accordo finale.
9. Iran e Usa, in attesa dell’accordo finale, manterranno lo status quo: l’Iran manterrà invariato il proprio programma nucleare e gli Stati Uniti non imporranno nuove sanzioni né rafforzeranno la propria presenza militare nella regione.
10. Gli Stati Uniti si impegnano a rilasciare deroghe per l’esportazione di petrolio greggio iraniano, prodotti petrolchimici e derivati, nonché per tutti i servizi connessi, inclusi quelli bancari, assicurativi e di trasporto.
11. Gli Stati Uniti si impegnano, alla luce dei progressi nei negoziati, a sbloccare e rendere pienamente disponibili i fondi e i beni dell’Iran attualmente congelati o soggetti a restrizioni.
12. Iran e Usa concordano che sarà istituito un meccanismo di attuazione per supervisionare l’applicazione efficace e il rispetto futuro dell’accordo.
13. Dopo la firma del memorandum d’intesa e una volta ricevute garanzie sull’avvio dell’attuazione degli articoli 4, 5, 10 e 11, nonché sulla prosecuzione di tali misure, Iran e Usa avvieranno negoziati sull’accordo finale rispetto agli articoli rimanenti.
14. L’accordo finale sarà approvato con una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza dell’Onu.
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2026-06-18T07:00:00.0000000Z
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