Gli Stati Uniti sbloccano 12 miliardi per Teheran
Washington: ‘Ok dell’Iran agli ispettori Aiea’. ‘Non è vero’
Proseguono nell’incertezza, tra smentite incrociate, i negoziati tra Usa e Iran, dopo il comune ottimismo delle parti e dei mediatori al termine del primo round di colloqui in Svizzera. Questo mentre il segretario di Stato americano Marco Rubio è volato in Medio Oriente per rassicurare gli alleati del Golfo e ha telefonato al presidente libanese Joseph Aoun per puntellare il cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah nel Paese dei cedri: è il primo, vero banco di prova per raggiungere un vero accordo con gli ayatollah, un’intesa che il premier Benjamin Netanyahu sembra minare avvisando anche ieri che con l’Iran e i suoi alleati “non è ancora finita”. A questo proposito Teheran continua a fare pressing sulla Casa Bianca per frenare Israele e far cessare una volta per tutte le operazioni militari in Libano.
Donald Trump, intanto, con una guerra che gli è già costata 80 miliardi di dollari, ha dichiarato che Teheran avrebbe “pienamente e completamente accettato ispezioni nucleari di altissimo livello per un lungo periodo di tempo (all’infinito!!!)” e che i fondi iraniani sbloccati sarebbero stati usati per acquistare forniture umanitarie dagli Stati Uniti, ribadendo quanto già annunciato dal suo vice JD Vance. Peccato che il regime degli ayatollah neghi su entrambi i fronti, dopo aver incassato la sospensione delle sanzioni sul petrolio per 60 giorni, ossia la durata delle trattative. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha spiegato che i dirigenti di Teheran non hanno tenuto alcun incontro con il direttore generale dell’Aiea Rafael Grossi in Svizzera e non hanno in programma di consentire ispezioni dell’agenzia Onu nei siti nucleari danneggiati dall’aggressione militare americana e israeliana. “Se avessero ragione loro, annullerei subito gli incontri”, ha replicato in serata The Donald. Dissonanze anche sullo sblocco, annunciato dal capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, suddivisi in due tranche da 6 miliardi. La Repubblica islamica ha smentito che le risorse saranno utilizzate per acquistare cibo e forniture mediche dagli Usa, “inclusi mais, grano e soia dai nostri grandi agricoltori americani”, come invece assicurato dal tycoon. “L’Iran è l’unico a decidere cosa fare dei fondi sbloccati, quindi respingo qualsiasi affermazione secondo cui altri Paesi avrebbero un ruolo o un’influenza su tali decisioni”, ha dichiarato l’ambasciatore iraniano all’Onu a Ginevra, Ali Bahreini.
Divergenze anche su Hormuz
Come se non bastasse, ci sono divergenze pure sullo stretto di Hormuz, che secondo gli Usa è pienamente riaperto e resterà senza costi per il transito. Ma Ghalibaf ha avvisato che la gestione dello Stretto “non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra. Naturalmente le norme internazionali saranno rispettate, ma sarà l’Iran a gestire lo Stretto di Hormuz”. Parole arrivate mentre la delegazione da lui guidata, comprendente anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, è sbarcata in Oman per studiare la gestione congiunta di Hormuz e i relativi costi da applicare per i servizi forniti.
Uno scenario respinto da Rubio, secondo cui Washington “non accetterà pedaggi o tariffe sullo Stretto”. Secondo l’agenzia iraniana Fars, inoltre, “solo un certo numero di imbarcazioni è autorizzato a transitare quotidianamente nello Stretto di Hormuz”. In realtà il traffico marittimo avrebbe raggiunto un livello record dall’inizio della guerra. Ma, stando al Financial Times, gli armatori internazionali stanno affrontando una forte incertezza su quale sia la rotta più sicura per uscire dal Golfo Persico attraverso lo Stretto, a causa di istruzioni contrastanti provenienti da Iran, Stati Uniti e compagnie assicurative occidentali.
Nonostante le tante incertezze il filo del dialogo prosegue e dopo il round di alto livello in Svizzera, sono stati creati quattro gruppi di lavoro ad hoc su sanzioni, nucleare, ricostruzione, monitoraggio e attuazione del memorandum.
ESTERO
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2026-06-24T07:00:00.0000000Z
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