Oltre duemila vittime, due bimbi tratti in salvo
I miracoli a volte si avverano. E portano i nomi di Carlos e Klieber, due bambini di 12 e 3 anni estratti vivi dalle macerie a sei giorni dal terribile terremoto che ha devastato il Venezuela. Un raggio di sole in una giornata che a Caracas era cominciata con i postumi di una fortissima pioggia notturna, uno degli altri elementi che complicano le operazioni di salvataggio nelle aree colpite dalla devastazione. E, per comprendere l’entità del cataclisma che si è abbattuto sul Paese sudamericano, arriva il bollettino della Nasa che parla di quasi sessantamila edifici danneggiati o distrutti dal doppio sisma del 24 giugno scorso. Una stima preliminare, come quella delle vittime – ormai quasi duemila – che hanno costretto le autorità ad allestire un maxiobitorio nel cortile dei silos dismessi al porto di La Guaira. E mentre i feriti sono ormai oltre diecimila a fronte di un sistema sanitario al collasso, il governo ha anche annunciato che finora sono quasi 6’500 le persone portate in salvo.
È proprio nello Stato costiero a nord di Caracas che è arrivata nella notte la notizia del salvataggio di Carlos, un bambino di 12 anni estratto vivo dalle macerie dai soccorritori ecuadoriani. In serata è arrivata poi l’altra bella notizia di Klieber Morán, un altro bambino, questa volta di 3 anni, estratto vivo dalle macerie dell’edificio Los Corales Garden 1, sempre a La Guaira, dal team di salvataggio giordano. Il controverso premio Nobel per la pace Corina Machado torna su X e scrive: “Cari venezuelani. Sono a Panama. Il regime ha chiuso lo spazio aereo per impedirmi di entrare nel nostro Paese, ma vi prometto che farò di tutto per arrivare a Caracas”. Lo ha fatto per attaccare il governo di Delcy Rodriguez. Dice che torna per aiutare la popolazione colpita. Tuttavia, il suo vero obbiettivo è politico: guidare il malcontento che sta esplodendo contro il governo per dare una spallata alla rivale e ottenere quanto prima libere elezioni. Nel video accusa “il regime”, ma in realtà, da giorni, chi le impedisce di sbarcare a Caracas è l’amministrazione americana. Il Wsj racconta che già venerdì scorso, Machado si era imbarcata in Virginia, con il via libera degli Stati Uniti, su un volo privato diretto a Curaçao, l’isola a 60 chilometri dal Venezuela. Ma non appena l’aereo ha raggiunto il vicino North Carolina le autorità Usa le hanno chiesto di tornare indietro. Ha obbedito e solo domenica è salita su un volo commerciale per Panama, dove si trova tuttora.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-07-01T07:00:00.0000000Z
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