30 km/h sulle strade di transito, scelto un approccio un po’ più soft
L’ordinanza rivista prevede ‘ulteriori prove’ nelle perizie
Di Stefano Guerra
Il Consiglio federale non intende vietare a Città e Comuni di introdurre il limite di velocità di 30 km/h anche sulle strade orientate al traffico. Tuttavia, a partire dal 1° ottobre, prima di estenderlo a queste arterie viarie occorrerà dimostrare che tale misura non provochi uno spostamento indesiderato del traffico verso i quartieri residenziali: la perizia a supporto della richiesta di riduzione del limite di velocità dovrà escludere tale rischio. Lo ha deciso mercoledì il Consiglio federale, adottando una modifica dell’ordinanza sulla segnaletica stradale.
Tutto è partito da una mozione del consigliere nazionale Peter Schilliger (Plr), adottata nel 2024 dal Parlamento. Il lucernese chiedeva regole più stringenti per la riduzione della velocità sulle strade di transito. In particolare, si trattava di mantenere, in linea di principio, il limite di 50 km/h nei centri abitati. Negli ultimi anni non poche città (governate per lo più da Municipi a maggioranza rosso-verde o di centro-sinistra), ma anche diversi Comuni, hanno moderato la velocità su un certo numero di strade a prevalenza motorizzata. Qui gli enti locali possono introdurre il limite di 30 km/h. Devono però verificarne caso per caso la proporzionalità. In una perizia (obbligatoria), devono provare che tale misura serva a proteggere determinati utenti della strada, migliori la fluidità del traffico, o protegga la popolazione dal rumore o dall’inquinamento. D’ora in poi, la perizia tecnica dovrà essere corroborata da “ulteriori prove”, si legge in una nota governativa. Si tratterà di dimostrare anche che la riduzione della velocità a 30 km/h su queste arterie non provocherà un riversamento di veicoli in transito nei quartieri residenziali, e che queste rimangano strade orientate al traffico. L’Esecutivo sottolinea che la proposta è stata approvata con largo favore durante la consultazione.
Il Governo ha inoltre apportato un’ulteriore modifica all’ordinanza: sulle principali arterie viarie con limite a 30 km/h, in linea di principio sarà esclusa la precedenza a destra, in modo da preservare la fluidità della circolazione. Su tali strade potranno comunque essere realizzate strisce pedonali per garantire ai pedoni l’attraversamento in sicurezza.
Per contro, nella modifica normativa non figura l’obbligo di privilegiare manti fonoassorbenti moderni per contrastare il rumore stradale rispetto alle riduzioni di velocità. Questi “sono più efficaci nel contrastare il rumore stradale rispetto alle riduzioni di velocità, ma sono anche più costosi”, osserva il Consiglio federale. Tale soluzione era stata fortemente contestata dalla maggioranza dei Cantoni, delle Città e dei Comuni durante la consultazione. Il Governo ha quindi preferito lasciar perdere.
Per il resto, la possibilità di istituire zone 30 su strade residenziali rimane invariata, senza necessità di perizia tecnica. Il limite di 30 km/h può essere introdotto anche esclusivamente allo scopo di migliorare la qualità della vita, ovvero in assenza di motivazioni legate alla sicurezza o alla tutela ambientale.
Soddisfazione solo parziale
Tra i critici più accaniti durante la consultazione, l’Associazione dei comuni svizzeri e l’Unione delle città svizzere parlano ora di un “successo parziale”. La decisione del Consiglio federale è considerata “meno ostile al limite di velocità di 30 km/h” rispetto a quanto inizialmente previsto. Positivo è il fatto che la “rigida priorità” data ai rivestimenti stradali a bassa emissione acustica (ritenuta “una grave ingerenza nell’autonomia comunale”) sia stata accantonata. Città e Comuni definiscono tuttavia la nuova prova richiesta “un inutile onere aggiuntivo”.
Anche l’Associazione traffico e ambiente (Ata) si rallegra. Ma fino a un certo punto. Per l’Ata l’ordinanza rimane “problematica”: “Le nuove norme – si legge in una nota – complicano l’introduzione del limite di 30 km/h da parte delle Città e dei Comuni sulle strade pericolose o fortemente esposte a fastidi, proprio mentre questa misura ha dato prova della propria efficacia in materia di sicurezza e protezione dal rumore nei centri abitati”.
SVIZZERA / ESTERO
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2026-08-13T07:00:00.0000000Z
2026-08-13T07:00:00.0000000Z
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