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‘Le prossime 24-48 ore sono le più delicate’

L’adenocarcinoma polmonare che ha colpito Papa Leone XIV è la forma più comune di tumore maligno al polmone. Dopo l’intervento di asportazione del tumore al Policlinico Gemelli, “le prossime 2448 ore saranno ora le più delicate per stabilire il decorso, ma i primi elementi del bollettino diffuso dopo l’operazione indicano che l’intervento chirurgico è andato bene e si può ipotizzare una rapida ripresa”. Così Edoardo Mercadante, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia toracica all’Irccs Ifo Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma: “È ipotizzabile che, in assenza di mutamenti del quadro generale, il Papa possa lasciare l’ospedale in 5-6 giorni”. L’adenocarcinoma che gli esami istologici effettuati al pontefice hanno evidenziato fa parte del gruppo dei tumori polmonari definiti ‘non a piccole cellule’ (NSCLC) e ha origine dalle cellule che rivestono le ghiandole e le mucose respiratorie, in particolare nei tratti terminali dell’albero bronchiale e negli alveoli. A differenza di altre tipologie di neoplasie polmonari, l’adenocarcinoma si sviluppa più frequentemente nelle regioni periferiche del polmone. Questa sua caratteristica lo rende il tumore polmonare più diffuso tra i non fumatori e nelle prime fasi della malattia tende a rimanere asintomatico. Nei Paesi occidentali costituisce il 40-50% delle nuove diagnosi di tumori al polmone.

“Si tratta di un tumore maligno e sarà ora importante anche avere informazioni precise sullo stato dei linfonodi asportati insieme al tumore, oltre che sul profilo molecolare del tumore stesso. Questo – spiega Mercadante – consentirà di capire infatti se la particolare tipologia di tumore sia sensibile ad alcune terapie piuttosto che ad altre”.

“In base a queste informazioni e alla valutazione istologica dei linfonodi si valuterà se il Papa avrà bisogno anche di una terapia aggiuntiva, dopo l’intervento chirurgico, ovvero di una terapia ‘adiuvante’ come la chemioterapia, l’immunoterapia o una terapia biologica, oppure se sarà stato sufficiente l’intervento chirurgico al quale potranno seguire solo dei controlli nei prossimi 5 anni”, ha aggiunto l’esperto. Il fatto che dopo l’intervento sia stato portato subito in stanza, secondo Mercadante, “è ovviamente positivo e indica che non vi sono stati problemi nel risveglio dall’anestesia”.

ESTERO / SVIZZERA

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2026-10-14T07:00:00.0000000Z

2026-10-14T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281535117955296

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