Tasso guida invariato, ma la Bns lancia un segnale
La Banca nazionale svizzera (Bns) mantiene la rotta, ma cambia il tono: lascia allo 0,0% il tasso guida (invariato dal giugno 2025), ma dice chiaramente che è pronta a contrastare il rafforzamento del franco operando sui cambi. La decisione era ampiamente attesa dagli analisti ed è motivata da un’inflazione interna sotto controllo (0,1% in febbraio, lo stesso livello di gennaio e dicembre). La novità principale risiede nella comunicazione. In una nota, la Bns dichiara che “alla luce del conflitto in atto in Medio Oriente, la disponibilità a intervenire sul mercato dei cambi è aumentata”. L’obiettivo è chiaro: “contrastare un rapido ed eccessivo apprezzamento del franco che metterebbe a repentaglio la stabilità dei prezzi in Svizzera”. Parole che hanno subito avuto effetto sui mercati, indebolendo sensibilmente la valuta elvetica: l’euro è salito fino a 0,9130, allontanandosi dai minimi toccati dieci giorni or sono (0,8980), un livello che non si vedeva dal gennaio 2015; e anche il dollaro è salito, toccando quota 0,7958. Dura la reazione dell’Unione sindacale svizzera, che in un comunicato attacca la Bns giudicando la sua politica troppo timida. L’organizzazione sindacale mantello, preoccupata per la crescente tensione nell’industria d’esportazione, invoca una “politica monetaria attiva contro la sopravvalutazione del franco”.
Anche la Bce non si muove
La Bce tiene i tassi al 2%, come le altre principali banche centrali che, nonostante l’escalation in Iran, restano aggrappate alla speranza di una guerra breve. Ma di fronte a uno shock energetico che minaccia l’inflazione oltre il 6%, la presidente Christine Lagarde assicura: “Siamo determinati” a riportarla al 2%(oggi è al 2,6% nell’area euro). Per i mercati è il segnale implicito di almeno due aumenti dei tassi da 25 punti base quest’anno. E il primo, secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg, potrebbe arrivare già nel prossimo meeting di aprile. I mercati puntano su una stretta che avvicinerebbe i tassi europei al 3% entro dicembre. “Siamo ben posizionati e ben equipaggiati per gestire gli sviluppi del grave shock”, ha spiegato Lagarde nella prima conferenza stampa dopo lo scoppio della guerra in Iran. Il comunicato stampa diramato ha ribadito anche il mantra per cui la Banca centrale europea non intende “vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-03-20T07:00:00.0000000Z
2026-03-20T07:00:00.0000000Z
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