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Marco Rubio prospetta la fine del conflitto entro due settimane

Usa e Israele bombardano siti siderurgici e nucleari civili

Nonostante gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra con l’Iran, lo scontro nel Vicino e Medio Oriente continua. Non si intravede alcuna distensione nello stretto di Hormuz, fondamentale per l’economia mondiale. E mentre i prezzi della benzina schizzano verso l’alto, con i governi di diversi Paesi che tentano di metterci una pezza, il segretario di Stato Usa Marco Rubio prospetta la fine dell’operazione militare “entro le prossime due settimane”.

Giovedì sera Trump aveva nuovamente prorogato il suo ultimatum per la riapertura dello stretto. Ha rinviato di 10 giorni gli attacchi minacciati alle infrastrutture energetiche iraniane: la nuova scadenza è ora il 6 aprile. Il presidente statunitense ha fatto riferimento a colloqui “molto positivi”.

Ciò non ha impedito alle forze armate statunitensi e israeliane di prendere di mira complessi siderurgici e impianti nucleari civili in Iran. “Il nemico americano-sionista ha preso di mira impianti siderurgici nel Khūzestān, e a Esfahan, in due attacchi distinti”, ha dichiarato l’agenzia di stampa iraniana Fars. Teheran ha promesso una risposta dura. L’esercito israeliano ha poi confermato di aver colpito il reattore nucleare ad acqua pesante di Arak, nell’Iran centrale. Le forze armate israeliane parlano di un “sito chiave per la produzione di plutonio destinato alle armi nucleari”. L’attacco non ha “causato alcuna fuoriuscita di materiale radioattivo”, ha riferito l’Organizzazione nazionale per l’energia atomica sul proprio canale Telegram.

In un video, il ministro della Difesa dello Stato ebraico Israel Katz ha avvertito venerdì che Israele “intensificherà” i propri attacchi contro l’Iran per porre fine ai lanci di missili sul proprio territorio. Bombe israeliane anche sul Libano, precisamente su un quartiere della periferia sud di Beirut. Lo stesso quartiere era già stato colpito una prima volta all’alba, causando due morti secondo le autorità libanesi. Intanto, gli alleati del G7 hanno sollecitato Marco Rubio (che giovedì aveva saltato il primo giorno del vertice all’Abbazia di Vaux-de-Cernay, vicino a Parigi) a chiarire la strategia della Casa Bianca per quanto riguarda l’operazione in Iran, a un mese dallo scoppio della guerra in Medio Oriente. Le preoccupazioni crescono in particolare per le ripercussioni legate alla quasi totale paralisi dello stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un quinto della produzione mondiale di petrolio.

I ministri del G7 hanno esortato “a una cessazione immediata degli attacchi contro la popolazione e le infrastrutture civili” in Iran e in Medio Oriente. Dal canto suo, Rubio ha dichiarato ai giornalisti che “gli Usa potrebbero raggiungere i propri obiettivi senza truppe di terra” e che prevedono di concludere le operazioni “entro le prossime due settimane”.

SVIZZERA / ESTERO

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2026-03-28T07:00:00.0000000Z

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