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Interrogatorio fiume per Nicolas Féraud

Dopo i Moretti e i funzionari comunali, sotto torchio il sindaco di Crans-Montana. Il politico avrebbe detto che non sapeva dell’esistenza di problemi nei controlli

Ansa/Ats/Afp/red

La macchina comunale dei controlli di sicurezza nei locali di Crans-Montana era in panne, ma il sindaco Nicolas Féraud non lo sapeva. Secondo l’agenzia Ansa e la Rts, è stato lui stesso ad ammetterlo lunedì, nel suo primo interrogatorio di fronte alla procuratrice generale aggiunta vallesana Catherine Seppey, che indaga sulla strage del ‘Constellation’ (41 morti e 115 feriti).

Dal 2019, nel locale andato a fuoco a Capodanno, nessun ispettore aveva controllato il rispetto delle norme antincendio. Se i sei funzionari comunali responsabili, già sentiti dai magistrati, si sono giustificati con una cronica carenza di organico e risorse che non consentiva il rispetto delle scadenze, il sindaco – a cui solo lunedì è stato sequestrato il cellulare – avrebbe raccontato: «Non sapevo che ci fossero dei problemi nei controlli di sicurezza dei locali, a causa della carenza di personale. Nessuno me l’aveva detto prima della tragedia e ne sono rimasto scioccato». La sua versione – stando a quanto riporta sempre l’Ansa – diverge in maniera quasi surreale da quella dei funzionari: «Ero convinto che tutto funzionasse bene, – avrebbe detto Féraud –. Siamo sempre stati orgogliosi del nostro servizio di sicurezza, citato anche come esempio nel Cantone». Anche se un audit, commissionato nel 2023 dallo stesso Féraud, aveva segnalato una generale carenza di personale. Il Comune però non ne aveva applicato le indicazioni «perché giudicato deludente e per nulla rilevante in tema di sicurezza».

Oltre a Féraud, sono indagati i suoi sei collaboratori dell’ufficio di sicurezza e i coniugi Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale teatro della tragedia. Con l’interrogatorio al primo cittadino le indagini toccano, per la prima volta, la politica locale. «Siamo a un livello più alto delle indagini, fino ad ora abbiamo sentito i Moretti e tutti i tecnici, il fatto che adesso ci siano le istituzioni è un buon segno per le indagini», commenta l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di una ragazza italiana rimasta ferita nell’incendio.

‘Organizzazione comunale confusa’

Nicolas Féraud è arrivato verso le 8.30 nel campus Energypolis a Sion, dove si tengono gli interrogatori da parte del gruppo di procuratrici che conducono l’inchiesta. Ad attendere l’arrivo del politico del Plr, che era accompagnato dal suo avvocato Christian Delaloye, c’era una folla di giornalisti, fotografi e cameraman. Féraud ha scelto di entrare da una delle numerose porte laterali che conducono all’aula. Assieme agli altri otto indagati, tra cui figurano i proprietari del bar, il sindaco di Crans-Montana è accusato di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo.

L’interrogatorio, a cui hanno preso parte anche 70 avvocati delle parti civili, si è dunque concentrato sulle scelte dell’esecutivo comunale. Ne è emersa una «organizzazione comunale confusa», afferma Nicolas Mattenberger, avvocato di parte civile. Il Comune infatti non s’è mai dotato di una commissione antincendio, ma ha delegato le sue funzioni a un organismo intercomunale. «Non era obbligatoria e noi abbiamo deciso di non istituirla, delegando tutto alla commissione intercomunale», si sarebbe giustificato Féraud, alludendo a responsabilità terze che potrebbero coinvolgere anche altri livelli istituzionali, tra cui quelle del Cantone.

‘Penso alle famiglie ogni giorno’

Nel lungo interrogatorio, durato 12 ore, non sono mancati momenti di commozione. La voce di Féraud – riferisce l’Ansa – si fa incerta, ricostruendo le concitate ore successive alla tragedia, quando viene raggiunto a Londra, dove si trovava in vacanza con la famiglia, dalla telefonata della vice sindaca Nicole Bonvin Clivaz che lo avverte del disastro. «Penso alle famiglie ogni giorno», avrebbe affermato. «Ricevo minacce che coinvolgono anche la mia famiglia». Quanto ai rapporti con i coniugi Moretti, Féraud avrebbe precisato: «Li conoscevo di vista, sono stato nel loro locale come cliente poche volte».

La giustizia francese intanto ha respinto una richiesta da parte della Svizzera di sequestrare beni, tra cui due immobili, dei coniugi Moretti, i proprietari del bar ‘Le Constellation’ teatro dell’incendio di Capodanno che ha fatto 41 morti. A riferire della decisione, risalente al 27 febbraio, è l’agenzia Afp.

Assistenza negata

Le autorità giudiziarie elvetiche avevano sollecitato il 14 gennaio una commissione rogatoria internazionale nei confronti di Jacques Moretti et Jessica Maric. Il decano dei giudici istruttori del Tribunale di Grasse (dipartimento delle Alpi Marittime) ha però rifiutato l’esecuzione della domanda di questo strumento di assistenza giudiziaria reciproca, si legge nel provvedimento consultato dall’Afp. Il Ministero pubblico vallesano ha confermato l’informazione, senza fornire dettagli.

Il giudice precisa che “le richieste di assistenza giudiziaria internazionale relative a beni che non hanno un legame diretto o indiretto con il reato perseguito non sono ammissibili in Francia su richiesta di autorità straniere al di fuori dell’Unione europea, in assenza di una convenzione internazionale che lo preveda espressamente, e devono essere respinte”.

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