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Pioggia di droni e missili su Kiev Zelensky promette vendetta

Massiccio attacco russo provoca almeno 21 morti

Nella notte su giovedì, droni e missili russi hanno colpito Kiev, causando almeno 21 morti e 85 feriti. Secondo il sindaco Vitali Klitschko, che ha dichiarato quello odierno ‘giorno di lutto’, si è trattato del più grave attacco mai sferrato contro la capitale dall’inizio dell’aggressione militare russa nel febbraio 2022. Il Cremlino, per bocca del portavoce Dmitri Peskov, ha assicurato che «continuerà ad aumentare la pressione» sull’Ucraina.

L’Ucraina «certamente» reagirà, ha dichiarato Volodymyr Zelensky durante una visita ai luoghi bombardati. Il presidente e il suo ministro degli Esteri Andriy Sybiha hanno esortato i propri alleati a fornire rapidamente all’Ucraina nuovi sistemi di difesa antiaerea. Agli Stati Uniti è stata chiesta una licenza per poter produrre missili Patriot.

L’attacco a Kiev ha distrutto tra l’altro circa 800mila libri nell’inventario di BookChef, custoditi in un magazzino annientato. Lo ha riportato il sito Kyev Independent, citando la casa editrice ucraina. Anche la sezione ucraina della Croce Rossa lamenta la distruzione del suo magazzino principale: in fumo sono andati aiuti umanitari per circa 2 milioni di dollari.

Superata la battaglia di Stalingrado

Un nuovo studio stima ora il numero totale delle vittime della guerra a oltre 2 milioni. Un bilancio più pesante di quello della battaglia di Stalingrado, considerata il conflitto più sanguinoso della storia. Lo scrive la Cnn. Il Center for Strategic and International Studies calcola che la Russia abbia subito 1,4 milioni di perdite, tra uccisi, feriti e dispersi. Numeri definiti “sconvolgenti” dagli autori, Seth G. Jones e Riley McCabe. L’Ucraina avrebbe subito 525-625mila perdite, di cui 125-150mila morti. Jones e McCabe affermano che, in termini di vite umane, la guerra sta diventando molto più costosa per la Russia che per l’Ucraina.

‘Campagna di sorveglianza’

Un altro studio, condotto dall’International Institute of Strategic Studies (Iiss) di Londra su 144 incidenti in oltre dieci Paesi dalla fine del 2024, rivela che la Russia ha organizzato una campagna di sorveglianza usando droni lanciati da navi della sua ‘flotta ombra’ per 18 mesi. Sono stati presi di mira siti nucleari di Regno Unito, Francia, Belgio e Paesi Bassi. L’intelligence russa avrebbe operato con “sostanziale impunità”, concludono i ricercatori, lasciando le autorità in tutta Europa impreparate e disorientate.

Nord Stream, designato il mandante

In Germania invece è la magistratura a fare luce sul sabotaggio dei gasdotti russo-tedeschi Nord Stream, avvenuto poco dopo l’invasione russa dell’Ucraina. La Procura tedesca accusa le autorità ucraine di averlo ordinato. L’annuncio arriva all’indomani dell’incriminazione di un primo sospettato.

La Procura ha presentato l’atto d’accusa dinanzi alla Corte d’appello anseatica di Amburgo contro un cittadino ucraino. Il sospettato, identificato come Serhii K., “insieme ad altri militari ha elaborato, su richiesta delle autorità ucraine, un piano volto a distruggere i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2”, dichiara la Procura in un comunicato, ricordando che le condotte sottomarine furono sabotate con esplosivi nel settembre 2022.

L’imputato era stato arrestato il 21 agosto 2025 in Italia e successivamente estradato in Germania nel mese di settembre. Aveva dichiarato di essere stato, all’epoca dei fatti e fino al 2023, comandante dell’esercito ucraino e sosteneva di trovarsi in Ucraina al momento del sabotaggio. L’Ucraina non ha mai riconosciuto la propria responsabilità nel sabotaggio, ma non ha nemmeno nascosto la propria soddisfazione, ritenendo legittimo qualsiasi attacco in grado di indebolire la capacità del Cremlino di finanziare la guerra.

ESTERO / SVIZZERA

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2026-07-03T07:00:00.0000000Z

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