‘L’Iran ha un piano per assassinare Trump’
L’informazione arriva da Israele. Cauti gli 007 Usa, ma il presidente ci crede: ‘Se dovesse accadere ho lasciato istruzioni di attaccarli senza tregua’
Ansa/red
L’Iran ha un piano per assassinare Donald Trump. Israele ha messo in guardia gli Stati Uniti e condiviso informazioni di intelligence con gli 007 americani su un nuovo complotto. E se tra i servizi Usa serpeggia un certo scetticismo, il presidente americano sembra crederci: “Se dovesse accadere ho lasciato istruzioni: bombardarli con una potenza mai vista”, ha minacciato, affermando di essere nel mirino di Teheran da anni.
L’avvertimento israeliano piomba sulla fragile tregua fra Teheran e Washington, impegnate da giorni in un braccio di ferro fatto di attacchi incrociati e che sta mettendo a dura prova il memorandum of understanding siglato tra i due Paesi. Dopo giornate ad alta tensione, i raid sul Golfo e vicino allo Stretto di Hormuz sono rallentati e i mediatori del Qatar, in coordinamento con gli Stati Uniti, sono volati a Teheran per cercare di salvare l’accordo raggiunto, evitare una ripresa delle ostilità e spianare la strada alle trattative fra le parti.
L’Iran “ci ha chiesto di proseguire i colloqui. Abbiamo accettato di farlo, ma gli Stati Uniti hanno chiarito, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è terminato”, ha detto Trump sul social Truth, di fatto lasciandosi le mani libere per ulteriori azioni militari contro Teheran. Secondo indiscrezioni, una ripresa a pieno regime dei raid americani contro l’Iran appare improbabile perché non è nell’interesse del presidente visto l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato. Ma Teheran bolla come “false” le notizie di un possibile nuovo round di colloqui la prossima settimana, che, tra l’altro, potrebbe tenersi in Svizzera.
Le manovre di Netanyahu
Così la frustrazione del commander-in-chief monta con il passare dei giorni, accentuata dalla prova di forza iraniana a Hormuz con i missili lanciati contro tre navi domenica scorsa. E l’allarme di Israele sul nuovo piano iraniano per uccidere Trump non fa che aumentare ulteriormente questo nervosismo, anche se non tutti gli 007 americani sono convinti della bontà delle informazioni ricevute. Il timore è infatti che Israele, contrario al memorandum of understanding siglato tra Usa e Iran, voglia mettere pressione e influenzare le decisioni di Trump, al fine di spingere gli Stati Uniti a riprendere gli attacchi.
I rapporti fra i due alleati di ferro si sono incrinati nelle ultime settimane in seguito all’opposizione israeliana all’accordo con Teheran, che ha rivelato una divergenza di obiettivi con Washington. Le tensioni con il premier Benjamin Netanyahu sarebbero dietro alla decisione della Casa Bianca di non coinvolgere Israele nei raid degli ultimi giorni temendo che una sua partecipazione possa portare il conflitto fuori controllo.
“Sono il target numero uno” di Teheran “da anni”, ripete Trump: “Sono il numero uno nella lista iraniana delle persone da eliminare da molto tempo”. Almeno dal 2020, quando Teheran lo ha messo nel mirino per l’uccisione di Qasem Soleimani, il potente capo della Forza Quds delle Guardie della Rivoluzione. E l’allerta lanciata da Israele potrebbe essere dietro la decisione di costringere Trump a volare da Ankara, dove era per il vertice della Nato, a bordo del vecchio Air Force One munito di tutte le contromisure difensive per i missili che il nuovo aereo presidenziale, quello regalato al presidente dal Qatar, non ha. Mancando della sicurezza necessaria, Trump è stato fatto viaggiare sul vecchio velivolo fino al Regno Unito, dove poi ha cambiato aereo ed è salito sul nuovo per far rientro negli Stati Uniti.
Giallo Mojtaba ai funerali del padre
Nella fila di uomini accuratamente selezionati per guidare la preghiera funebre per Ali Khamenei, spunta una figura dal volto oscurato e un berretto nero: un dettaglio che non è passato inosservato e che ha scatenato un putiferio sui social media, con gli utenti che hanno ipotizzato che il nuovo leader supremo, Mojtaba Khamenei, si fosse nascosto tra i presenti per partecipare al funerale del padre a Mashhad.
Nella settimana di cerimonie, diversi video di intelligenza artificiale sono spuntati online mostrando Mojtaba Khamenei in abiti civili e con un berretto da baseball nero mentre camminava tra i partecipanti al funerale a Teheran, racconta la Cnn. Giornalisti filoregime avevano preannunciato la sua presenza tra la folla al santuario, mentre altri condividevano foto di un uomo sbarbato con un berretto nero, sostenendo che si trattasse dell’ayatollah sotto mentite spoglie. Ora, ad alimentare il dibattito sono giunte le immagini di un uomo con un berretto da baseball nero e quella che sembra essere una grande maschera che gli copre il volto, come mostrano le immagini diffuse dall’emittente statale. L’uomo figurava in posizione di rilievo tra il ristretto gruppo presente a un evento privato tenutosi giovedì per la famiglia e gli amici più stretti di Khamenei, guidato da un altro dei suoi figli, Mostafa. Sui social media, l’uomo è stato analizzato attentamente, confrontando la sua corporatura, gli occhiali e l’altezza con quelli della nuova Guida Suprema, nel tentativo di stabilire se fosse lui la persona celata dietro la maschera.
Mojtaba Khamenei non ha ancora fatto un’apparizione pubblica dalla sua nomina, avvenuta quattro mesi fa. Nonostante la precaria situazione politica iraniana si faccia sempre più turbolenta a causa delle profonde divisioni interne sulla diplomazia con gli Stati Uniti, la Repubblica islamica ha scelto di mantenere il suo nuovo leader avvolto nel mistero, non fornendo ulteriori prove della sua esistenza al di là di dichiarazioni scritte a lui attribuite. La sua assenza ha fatto sorgere dubbi sulla sua capacità di guidare il Paese, e alcuni hanno addirittura ipotizzato che possa essere morto, cosa che il regime continua a negare categoricamente, mentre anche le intelligence occidentali ritengono che il leader sia vivo, sollevando tuttavia dubbi sulle sue condizioni di salute. I funerali di Ali Khamenei potevano essere l’occasione per la prima apparizione pubblica dell’ayatollah, e, stando alle indiscrezioni circolate sui media, Mojtaba ha più volte espresso il desiderio di partecipare alle esequie. A frenare la sua presenza sarebbe stato il veto dei pasdaran, preoccupati dell’incolumità del leader in una situazione come quella dei funerali, dove non sarebbero stati in grado di garantire il massimo grado di sicurezza.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-07-11T07:00:00.0000000Z
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