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Tassa sull’immigrazione pro manodopera interna

Per incentivare la manodopera interna, la clausola di salvaguardia negoziata nel pacchetto di accordi Svizzera-Ue ‘Bilaterali III’ va completata con una tassa sull’immigrazione il cui provento è da distribuire alla popolazione. Vanno inoltre rafforzati i controlli sulla sicurezza. È quanto deciso ieri dalla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (Cip-S).

La direttiva relativa ai cittadini dell’Ue regola il loro diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, ricorda una nota governativa. Le modifiche dell’Accordo sulla libera circolazione (Alc) negoziate con Bruxelles comportano diverse misure di accompagnamento a livello nazionale. In particolare, sono stati definiti indicatori da utilizzare per esaminare la presenza di gravi difficoltà di ordine economico o sociale; tali indicatori includono provvedimenti di protezione e compensativi che il Consiglio federale può adottare. Esaminando questo dossier, la Cip-S ha stabilito – 7 voti a 0 e 6 astensioni – di estendere le misure compensative con una tassa sull’immigrazione: quest’ultima, spiega il comunicato, deve essere applicata alle persone che lavorano quali dipendenti e riscossa presso i datori di lavoro. E anche i maggiorenni che si ricongiungono ai propri familiari andrebbero assoggettati alla tassa. Per la commissione, tale prelievo dovrebbe creare “incentivi per valorizzare il potenziale della manodopera a livello nazionale. I proventi devono essere ripartiti tra la popolazione. La tassa è prevista anche per i cittadini di Stati terzi una volta attivata la clausola di salvaguardia”.

Sempre nell’ambito dell’esame del dossier, la Cip-S chiede al Consiglio federale di analizzare ogni anno mediante indicatori adeguati se vi siano gravi difficoltà di ordine economico o sociale e se occorra adottare misure per farvi fronte. La Cip-S ha deciso, nell’ambito dell’obbligo del permesso e della notificazione, che occorrerà esaminare in modo rigoroso se il richiedente rappresenti un pericolo. Per i cittadini di Stati membri dell’Ue le autorità dovranno valutare se costituiscono un pericolo per la sicurezza, l’ordine o la sanità pubblici. E per i cittadini di Stati terzi deve essere richiesto un estratto del casellario giudiziale del Paese di origine o di provenienza. Se dall’esame emergono problemi per la persona interessata, il soggiorno potrà essere negato o limitato.

SVIZZERA / ESTERO

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2026-08-19T07:00:00.0000000Z

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