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Migros rivoluziona le proprie strutture

Destinate a scomparire le 10 cooperative regionali. I 2,3 milioni di soci saranno consultati a metà 2027. L’asticella è elevata: servono 10 maggioranze

Un progetto di enorme portata per rafforzare la competitività: Migros intende accorpare le sue dieci cooperative regionali e la Federazione delle cooperative Migros (Mgb), creando un’unica entità. Le risposte alle principali domande.

Cos’è previsto?

Dalla fusione nascerà una cooperativa di gruppo a livello nazionale. Fungerà da entità coordinatrice di sette unità operative autonome, tra cui Denner, Digitec Galaxus e la Banca Migros. L’attività dei supermercati sarà gestita a livello nazionale da un unico soggetto. In questo modo, la Migros intende eliminare i doppioni, prendere decisioni più rapidamente e investire in modo più mirato. Le strutture attuali “sono diventate troppo complesse per affrontare le sfide del futuro”, ha dichiarato lunedì davanti alla stampa a Berna il direttore generale di Migros, Mario Irminger. Già negli anni 90, un tentativo di ridurre il numero delle cooperative regionali da dodici a tre era fallito. Il concorrente Coop aveva accorpato le proprie cooperative regionali nel 2001.

Cosa ne pensano le cooperative?

Le dieci amministrazioni regionali della Migros sostengono la fusione in vista dei previsti guadagni in termini di efficienza e maggior competitività. Secondo Migros, nelle votazioni tenutesi in tutte e 10 le amministrazioni si è registrato complessivamente un solo voto contrario e quattro astensioni.

Le regioni perderanno la loro influenza?

Gli interessi delle cooperative regionali saranno rappresentati da sei Consigli regionali, che eleggeranno anche i delegati per l’Assemblea nazionale dei delegati. Le competenze sono ancora da definire nel dettaglio. La presidente di Migros, Ursula Nold, promette che il diritto di partecipazione a livello regionale rimarrà invariato. Gianni Roberto Rossi, presidente del Cda di Migros Ticino, ha rassicurato: la nuova struttura non intaccherà l’autonomia regionale della cooperativa in un cantone con un’identità e tradizioni di consumo locali ben definite, sottolineando la particolare concorrenza con l’Italia e le ripercussioni del turismo degli acquisti in Ticino.

Perché i dirigenti se ne vanno?

Il direttore generale di Migros Mario Irminger e Peter Diethelm, direttore di Migros Supermarkt Ag, si dimetteranno dopo la votazione che si terrà a metà del 2027. Entrambi avranno allora 62 anni. La riorganizzazione richiederà diversi anni e dovrà essere accompagnata da nuovi dirigenti, afferma Migros. “Peter e io ci impegneremo con tutta la nostra forza di persuasione fino al voto generale”, ha promesso Irminger. La ricerca dei successori è in corso. Migros intende presentarli a inizio 2027. Diethelm dovrebbe accompagnare la riorganizzazione fino alla fine del 2028, ricoprendo ancora un ruolo di supporto.

E ora come si procede?

Nei prossimi mesi verranno definiti i dettagli della nuova organizzazione. Alcuni gruppi di lavoro saranno incaricati di preparare la riorganizzazione. Allo stesso tempo, i responsabili intendono convincere i soci dei vantaggi della fusione. La votazione, come detto, è prevista per la metà del 2027. Solo dopo avrà inizio la fase di attuazione, che durerà diversi anni. Migros non ha ancora indicato una data precisa per il completamento del processo.

Come si svolgono le votazioni?

In ciascuna delle dieci cooperative regionali è necessaria una maggioranza dei due terzi dei soci. Inoltre, deve partecipare almeno il 25% dei 2,3 milioni di soci. Una maggioranza a livello nazionale non è quindi sufficiente. Anche l’Assemblea dei delegati della Mgb deve approvare il progetto. La direzione di Migros deve quindi ottenere dieci maggioranze regionali a sostegno dei propri piani.

E se una cooperativa dice no?

Se in una regione la fusione non dovesse andare a buon fine a causa della mancata partecipazione richiesta o della mancanza della maggioranza dei due terzi, Migros intende ripetere la votazione in quella zona entro un termine ragionevole. Se il voto negativo dovesse confermarsi, occorrerà analizzare la nuova situazione e cercare delle soluzioni, ha affermato Nold. La direzione non ha presentato un piano B concreto. Una cosa è certa: senza le necessarie approvazioni, la fusione di tutte le cooperative non potrà essere attuata come previsto.

Cosa significa per il personale?

Nel 2025 Migros era il principale datore di lavoro privato della Svizzera, con quasi 91’700 collaboratori. Il progetto di riforma riguarda soprattutto l’amministrazione e la direzione delle cooperative regionali e della Mgb. Qui si prevede di eliminare i doppioni nel corso di vari anni. I responsabili non hanno per ora specificato quanti posti di lavoro potrebbero essere soppressi. La ‘Sonntagszeitung’ ha riportato una stima di risparmi potenziali compresi tra 300 e 400 milioni di franchi all’anno. Ciò potrebbe comportare la soppressione di circa 3mila posti di lavoro. “L’obiettivo di questa cooperativa di gruppo non è quello di tagliare posti di lavoro”, ha sottolineato Nold. Migros intende trovare soluzioni interne, per quanto possibile, e avvalersi del naturale ricambio del personale. Fino almeno alla metà del 2028 garantisce che nelle cooperative regionali non vi saranno licenziamenti per motivi organizzativi. Il personale delle filiali e delle società controllate non è interessato dalla riorganizzazione.

Cosa cambierà per i clienti?

Nei supermercati, per il momento, tutto rimarrà come prima: le filiali, il personale e l’assortimento rimarranno invariati. Resteranno anche i prodotti regionali e il marchio ‘Dalla regione. Per la regione’. A lungo termine, Migros promette offerte più convenienti e di migliore qualità, innovazioni più rapide e l’apertura più veloce di nuove filiali. Non è ancora chiaro, tuttavia, di quanto potrebbero diminuire i prezzi grazie alla fusione annunciata. Finora la direzione non ha indicato risparmi concreti né vantaggi in termini di prezzi.

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2026-10-27T07:00:00.0000000Z

2026-10-27T07:00:00.0000000Z

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