Disordini in Svizzera, Zurigo epicentro
Sabato sera manifestazioni non autorizzate degenerano con incendi e attacchi alle forze dell’ordine. Lo slogan ‘GenZ regelt!’ presente in diverse città europee
Una notte di gravi disordini ha interessato diverse città svizzere, con Zurigo che ha registrato gli episodi più violenti. Il Partito socialista (Ps) e i Verdi di Zurigo hanno condannato fermamente la violenza e la furia distruttiva manifestatesi durante la protesta di sabato sera in città. In precedenza, le sezioni giovanili dei partiti borghesi avevano sollecitato la sinistra a prendere le distanze dagli accaduti.
I fatti
Durante la notte, la Polizia cantonale ha supportato quella comunale di Zurigo, arrestando due giovani cittadini svizzeri di 19 e 21 anni in relazione ai disordini. I due erano in possesso di armi e materiale per coprirsi il volto. Le armi sequestrate erano guanti in sabbia di quarzo, considerati tali perché amplificano la forza d’impatto. La Polizia cantonale ha sorpreso i due mentre presumibilmente raccoglievano oggetti in un cantiere per lanciarli contro le forze dell’ordine. Sono stati emessi anche 18 provvedimenti di allontanamento. A Zurigo, diverse centinaia di persone con maschere di Halloween si sono radunate per una manifestazione non autorizzata. Si sono verificati atti di vandalismo, con barricate erette nelle strade e un’auto data alle fiamme. Le forze dell’ordine sono state attaccate con fuochi d’artificio, bottiglie e pietre, rispondendo con idranti, gas lacrimogeni e proiettili di gomma.
Disordini legati a manifestazioni di protesta si sono verificati anche a Basilea e Berna. A Basilea, circa 150 persone si sono radunate nel centro città, e al termine del corteo alcuni manifestanti hanno incendiato barricate fatte di bidoni della spazzatura e transenne metalliche, provocando l’intervento della polizia. Anche a Basilea, i dimostranti hanno fatto riferimento alle proteste giovanili in Francia e in altri Paesi europei, richiamando lo slogan “GenZ regelt!” (La Generazione Z ha la situazione in mano!) diffuso sui social media.
A Ginevra, la notte è stata caratterizzata da 27 incendi, principalmente di bidoni della spazzatura, che hanno richiesto l’intervento del Servizio antincendio e di soccorso. Sono stati lanciati fuochi d’artificio “a mortaio” contro le forze dell’ordine e i veicoli di soccorso. La polizia ha effettuato diversi fermi, senza registrare feriti, e la calma è stata ripristinata alla fine della notte.
IN EUROPA Francia, quasi 800 fermi ‘senza incidenti gravi’
Settecentosettantanove persone sono state fermate in Francia nel corso della giornata e della serata di sabato – senza che si registrassero “incidenti gravi” – durante la terza fase della mobilitazione contro il caro vita: è quanto emerge dall’ultimo bilancio diffuso dal Ministero dell’interno. In questa terza giornata di manifestazioni sono state censite 291 iniziative su suolo pubblico, che hanno coinvolto 320’000 persone, di cui 70’000 a Parigi. Il ministero ha inoltre precisato di aver effettuato 40’000 controlli su tutto il territorio nazionale. Il 24 ottobre erano state registrate 289 iniziative con 410’000 partecipanti (di cui 110’000 a Parigi). Il 17 ottobre, il ministero aveva rilevato 441 iniziative, che avevano visto la partecipazione di 550’000 persone (di cui 110’000 a Parigi).
Germania, scontri e saccheggi notturni
A Francoforte sabato sera alcuni rivoltosi a volto coperto hanno saccheggiato negozi, mentre in tutta la Germania le imponenti manifestazioni prendevano una piega violenta. La polizia è intervenuta utilizzando idranti contro giovani che lanciavano bombe molotov. Diversi agenti sono rimasti feriti durante gli scontri, scoppiati nel corso di proteste guidate dai giovani – organizzate dal gruppo GenZ regelt! che hanno coinvolto decine di migliaia di persone in tutto il Paese. Le manifestazioni si sono svolte in gran parte pacificamente durante il giorno. Tuttavia, in serata la tensione è salita: alcuni gruppi di giovani si sono rifiutati di disperdersi e sono scoppiati episodi di violenza in diverse grandi città, tra cui Berlino, Colonia e Amburgo. La situazione è apparsa particolarmente critica nel centro finanziario di Francoforte, dove la polizia si è scontrata con manifestanti che lanciavano pietre, fuochi d’artificio e bombe incendiarie, facendo uso di idranti e spray al peperoncino. Un ampio tratto della principale via dello shopping di Francoforte è stato transennato dalle autorità nel tentativo di sedare i disordini, con furgoni della polizia e reparti antisommossa che hanno impedito l’accesso all’area. Roman Poseck, ministro dell’Interno del Land dell’Assia, ha dichiarato che “circa 100 estremisti di sinistra chiaramente identificati” si sono infiltrati nella manifestazione di Francoforte.
Portogallo, sgomberati accampamenti per la casa
Dopo le manifestazioni per il diritto alla casa di sabato sera, all’alba di domenica la polizia portoghese è intervenuta per sgomberare gli accampamenti di attivisti nel centro di Lisbona e di Porto. Le forze dell’ordine non avevano autorizzato il presidio oltre la mezzanotte, ma una parte degli attivisti è rimasta in piazza. Il bilancio provvisorio, secondo le autorità, è di tredici fermi e diversi feriti, fra cui tredici agenti della pubblica sicurezza. Sul posto erano presenti membri dello staff del difensore civico, i quali hanno assistito agli arresti vicino al cordone di polizia. Il loro intervento era stato richiesto da un gruppo di personalità composto di costituzionalisti, avvocati, opinionisti e dell’ex eurodeputata socialista Ana Gomes, nell’ambito del Meccanismo nazionale di prevenzione della tortura e dei maltrattamenti. Anche il presidente della Repubblica António José Seguro, si legge in un comunicato, ha richiesto “chiarimenti dettagliati” sugli interventi delle forze dell’ordine.
Albania, sassi e molotov contro la polizia a Tirana
Tornano le proteste violente a Tirana con gruppi di studenti riuniti sabato davanti al Ministero dell’educazione, per chiedere le dimissioni del premier socialista Edi Rama. Prima i cassonetti di immondizia dati alle fiamme, poi i lanci di sassi contro la polizia e infine le bombe molotov. Le forze dell’ordine hanno risposto con gli idranti e i lacrimogeni. Gli scontri sono durati circa 30 minuti. La folla, ridotta a causa anche di una fitta pioggia, si è poi ritirata, dirigendosi verso il Palazzo di governo. In quella zona alcune centinaia di manifestanti hanno rimosso le mattonelle dei marciapiedi lungo il viale principale di Tirana, scagliandole contro le forze dell’ordine schierate davanti all’entrata laterale dell’edificio. La polizia ha attivato gli idranti cui i manifestanti hanno risposto con il lancio di molotov. Ai ripetuti appelli rivolti ai dimostranti di ritirarsi e rinunciare agli atti violenti, è seguito l’intervento con i gas lacrimogeni e gli idranti.
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