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Crack, Zurigo non vuole essere lasciata sola

La città di Zurigo teme il formarsi di una nuova scena aperta della droga come negli anni ’80 e ’90, con la differenza che rispetto ad allora all’eroina si sono sostituiti i cristalli di cocaina da fumare, meglio noti come crack. Per questo le autorità cercano la collaborazione di altri comuni e cantoni affinché si prendano cura dei rispettivi tossicodipendenti. La città critica in particolare quelle autorità locali e cantonali che non offrono alcuna o quasi nessuna assistenza ai ‘loro’ consumatori di droghe. Circa la metà dei 400 tossicomani da crack presenti in città proviene infatti da fuori. Solo tre settimane fa l’Udc zurighese ha parlato di un vero e proprio fallimento dello Stato, mentre per il Plr le autorità comunali hanno semplicemente dormito di fronte al dilagare del fenomeno. Entrambi i partiti hanno chiesto che i tossicodipendenti provenienti da fuori città vengano sistematicamente riportati nel loro comune di provenienza. I due partiti hanno in particolare preso di mira la nuova sala per il consumo destinata ai ‘forestieri’; si tratta di una baracca di legno nei pressi del centro commerciale Sihlcity.

SVIZZERA / ESTERO

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2026-02-02T08:00:00.0000000Z

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