Il Consiglio federale vuole portare avanti i negoziati
Dopo la sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti sui dazi, il Consiglio federale segue attentamente gli sviluppi della situazione, ribadendo comunque che l’obiettivo dei negoziati in corso con Washington rimane quello di garantire all’economia svizzera condizioni quadro stabili sul mercato statunitense e, se possibile, di migliorarle. Il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, ha ribadito mercoledì davanti ai media che i negoziati proseguono a livello tecnico. L’accordo che si sta cercando di raggiungere dovrebbe porre fine alla disputa doganale fra i due Paesi. In agosto, gli Stati Uniti hanno imposto un dazio fino al 39% sui prodotti svizzeri. Dopo mesi di negoziati, a novembre, la tariffa doganale è stata ridotta al 15%. Ora, entro il 31 marzo, si dovrebbe arrivare a un accordo giuridicamente vincolante.
In una presa di posizione, il Governo precisa che i nuovi dazi aggiuntivi introdotti dall’amministrazione Trump basandosi sull’Us Trade Act – dopo che la Corte suprema ha stabilito che l’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) non autorizza il presidente a imporre dazi doganali generalizzati – “non si sommano a quelli specifici per Paese già in vigore, ma li sostituiscono per un periodo di 150 giorni e vengono applicati in aggiunta a quelli della nazione più favorita, precedenti al 2 aprile 2025”.
Il governo americano, precisa la nota, ha annunciato la preparazione di misure di politica commerciale basate su altri fondamenti giuridici, ma ha anche garantito il rispetto degli attuali accordi commerciali, come quello con la Svizzera. La settimana scorsa, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato nuovi dazi universali – 10%, con la minaccia di alzarli al 15% – per un periodo di 150 giorni, il massimo consentito dalla legge commerciale del 1974 su cui si fonda la misura.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-02-26T08:00:00.0000000Z
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