Greta Gysin aspira a diventare presidente del gruppo ecologista
La deputata di Rovio potrebbe succedere ad Aline Trede
Di Stefano Guerra
Greta Gysin sarà candidata alla presidenza del gruppo parlamentare dei Verdi. La consigliera nazionale di Rovio ha confermato anche a ‘laRegione’ le voci che circolavano da settimane. La carica è vacante dopo che a fine marzo Aline Trede – capogruppo dal maggio 2020 – è stata eletta nel governo cantonale bernese. Al momento quello di Greta Gysin è l’unico nominativo in corsa.
La sua è una candidatura «nel segno della continuità, sbocco naturale» del suo percorso di parlamentare, spiega la 42enne. La ticinese, alla sua seconda legislatura a Berna, è dal 2020 vicepresidente del gruppo dei Verdi. All’interno di questo e anche tra gli altri gruppi gode di «un certo rispetto: una conditio sine qua non per questa carica». Non è il suo unico atout: Gysin conosce bene la meccanica del Parlamento, anche per aver presieduto dal 2023 al 2025 la Commissione delle istituzioni politiche; inoltre è trilingue, e ciò facilita non poco le cose a Palazzo federale.
La carica non comporta la stessa esposizione mediatica di un(a) presidente di partito. Ma rispetto al lavoro di un ‘normale’ parlamentare, il capogruppo è più spesso sotto i riflettori. Inoltre, gli viene richiesta una presenza più assidua a Palazzo (per le riunioni degli Uffici presidenziali). Gysin comunque già negli ultimi mesi ha assunto alcuni compiti di Aline Trede, impegnata in campagna elettorale. In caso di elezione, il carico di lavoro a Palazzo cambierà, «ma resterà gestibile». La consigliera nazionale non prevede per il momento di ridurre la sua percentuale di lavoro presso il sindacato Transfair, di cui è presidente. Poi «si vedrà strada facendo».
Il gruppo dei Verdi è composto da 24 consiglieri nazionali e tre ‘senatori’. È piuttosto giovane, ma ben rodato (nonostante alcuni ricambi recenti) e coeso: «Il gruppo è unito, lavoriamo bene assieme. Anche in un periodo storico non propizio per i nostri temi, che rimangono tuttavia più urgenti che mai», osserva Gysin. Se eletta, la deputata momò dovrà «accompagnare il gruppo affinché la campagna per le federali del 2027 – pur fondamentale – non vada a scapito del lavoro parlamentare, che richiede presenza e incisività fino al termine della legislatura». Il seggio ‘verde’ in Consiglio federale: dimenticato? «No. Aritmeticamente ci spetterebbe di diritto. In ogni caso molto più di quanto spetti un secondo seggio al Plr».
Il termine per inoltrare le candidature scade il 7 maggio. Gysin auspica che altri si facciano avanti, perché «è sempre meglio avere una scelta». Il 12 il partito renderà noti i nominativi in corsa. L’elezione avverrà alla riunione del gruppo parlamentare in agenda il 22. Il prossimo anno ci saranno le elezioni cantonali: sarà candidata al Consiglio di Stato? Gysin taglia corto: «È troppo presto per dirlo. Prima di parlare di nomi, occorre definire le strategie».
SVIZZERA / ESTERO
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2026-04-30T07:00:00.0000000Z
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