Il Cremlino intravede ‘la fine’ delle ostilità
L’Unione europea vuole solo «prolungare il più possibile il conflitto» in Ucraina, e ciò la «esclude come mediatore». Mentre nelle capitali europee si discute di come reagire all’apparente apertura di Vladimir Putin per un dialogo con la Ue – e si medita su chi potrebbe essere l’interlocutore designato – da Mosca arriva una nuova doccia fredda con le parole del vice ministro degli Esteri Alexander Grushko.
Dal Cremlino arriva invece la conferma di un’altra frase pronunciata sabato da Putin, quando, riferendosi al conflitto, ha detto che «la faccenda si avvia alla conclusione». «Il lavoro fin qui svolto nel processo di pace fa pensare che la fine si stia avvicinando, ma al momento non possiamo fornire dettagli», ha dichiarato il suo portavoce Dmitry Peskov. Il quale ha poi lanciato un segnale a Washington, la cui attenzione è ora rivolta all’Iran. «Accoglieremmo con favore la continuazione degli sforzi di mediazione da parte degli Stati Uniti», ha sottolineato Peskov. Dal canto suo, Donald Trump ha ripetuto di credere che un accordo sia possibile. «Ci stiamo avvicinando, ho risolto otto guerre», ha affermato il presidente americano, sostenendo che la guerra finirà molto presto. La tregua tra Ucraina e Russia è durata tre giorni, fino alla mezzanotte dell’11. Il tempo per i russi di tenere, sabato, la tradizionale parata sulla Piazza Rossa per commemorare la vittoria sul nazifascismo. Nel frattempo i bombardamenti incrociati con i droni sono ripresi, sebbene non ai livelli di prima della tregua.
Mosca incassa i dividendi bellici
La Russia intanto trae beneficio dallo stallo in corso tra Stati Uniti e Iran. Mosca avrebbe già guadagnato miliardi di dollari aggiuntivi dalle vendite di petrolio grazie all’aumento dei prezzi del greggio. «Ogni aumento di 10 dollari al barile garantisce a ‘Russia Inc.’ — cioè allo Stato e alle aziende insieme — circa 100 milioni di dollari al mese», ha dichiarato Alexander Gabuev, direttore del Carnegie Russia Eurasia Center, intervenendo a Foreign Policy Live. «Le autorità russe hanno dichiarato che nel mese di aprile — il primo in cui questi prezzi elevati si riflettono realmente — la Russia ha incassato 9 miliardi di dollari dalle vendite di petrolio. È il doppio dei ricavi petroliferi che la Russia aveva prima dell’invasione». La Russia sta beneficiando anche del fatto che gli Usa e i loro alleati abbiano consumato più missili di difesa Patriot dall’inizio del conflitto con l’Iran di quanti ne abbia ricevuti Kiev dal 2022.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-05-13T07:00:00.0000000Z
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