Escalation in Libano, colloqui di pace a rischio
ANSA/RED
La grave e improvvisa escalation tra sabato e domenica all’interno della Zona di sicurezza nel sud del Libano ha causato undici vittime e tre soldati dell’unità di commando Maglan dell’Idf (l’esercito israeiano) gravemente feriti. Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato gli attacchi israeliani affermando che rappresentano un «messaggio chiaro» sui negoziati tra i due Paesi previsti per settembre a Roma. Il premier Benjamin Netanyahu, in una rara dichiarazione di Shabbat, ha risposto affermando che «Hezbollah ha violato il cessate il fuoco lanciando un drone esplosivo sulle truppe israeliane» e che «l’esercito ha risposto colpendo il quartier generale di Hezbollah che aveva ordinato l’attacco». «Solo in seguito l’Idf ha appreso che i miliziani avevano deliberatamente fatto entrare dei civili in quel complesso militare», ha proseguito il premier, riferendosi al fatto che nonostante l’obiettivo fosse una roccaforte dell’unità Radwan di Hezbollah, dentro c’erano anche la moglie e i quattro figli del comandante Ali Samir Al-Haj Hassan. Successivamente l’Idf ha fatto sapere che nell’attacco Hassan è stato ucciso: «Si era nascosto nel quartier generale con la famiglia». L’esercito israeliano ha reso noto di aver eliminato a Deir al-Zahrani anche il comandante di alto livello di Hezbollah Ali Muhammad Fakhr al-Din, noto come Abu Hassan Alaa, responsabile dell’area a nord del fiume Litani. Secondo il quotidiano israeliano ‘Haaretz’, l’amministrazione Usa ha chiesto chiarimenti al governo israeliano per gli attacchi.
SVIZZERA / ESTERO
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2026-08-17T07:00:00.0000000Z
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