Iva per l’Avs, la Vpod accusa l’Uss di aver cambiato idea
Si sa, i sindacati sono divisi sul finanziamento della 13esima Avs. La divergenza di vedute è emersa in modo chiaro martedì a Berna in una conferenza stampa del Sindacato dei servizi pubblici (Vpod/Ssp), che ha accusato l’Unione sindacale svizzera (Uss) di aver cambiato posizione sul tema in votazione il 29 novembre.
“L’Avs gode di buona salute. Dispone di un patrimonio record di 60 miliardi di franchi. Non è quindi necessario un aumento delle entrate a breve termine”, ha dichiarato Christian Dandrès, presidente della Vpod e consigliere nazionale del Ps. A suo dire, a medio termine, la ‘tredicesima’ dovrebbe essere finanziata dai contributi sociali piuttosto che dall’Iva. Una posizione sostenuta dalla sinistra e dall’Uss durante la campagna di inizio 2024, ha ricordato il segretario centrale del sindacato Agostino Soldini. Oggi invece questi fanno campagna al fianco del Centro a favore dell’aumento dell’Iva di 0,4 punti percentuali (che non riguarda i beni di prima necessità).
Maillard il realista
“Sia durante la campagna che in Parlamento, abbiamo difeso un finanziamento tramite i contributi sociali”, ha detto Pierre-Yves Maillard a Keystone-Ats. Ma la maggioranza del Parlamento ha votato per l’aumento dell’Iva. “Ora bisogna prendere atto della realtà”, ha detto il ‘senatore’ vodese e presidente dell’Uss. A un prezzo contenuto (7-10 franchi al mese a persona in media), l’incremento dell’Iva consente di evitare i deficit, che a suo avviso servirebbero agli assicuratori per giustificare una riduzione delle prestazioni Avs a favore della previdenza privata. I fautori della riforma sospettano inoltre che Plr e Udc vogliano destabilizzare il finanziamento dell’Avs per imporre un innalzamento dell’età pensionabile.
La Vpod ritiene che l’aumento dell’Iva non impedirà le manovre della destra. In Parlamento lo stesso Dandrès aveva però votato a favore, lo scorso marzo. “È stato un errore”, riconosce: “All’epoca, nel gruppo socialista si pensava che, cedendo sull’Iva, ci saremmo trovati in condizioni migliori per negoziare altre riforme”, spiega il ginevrino, riferendosi soprattutto all’età di pensionamento e al tetto delle rendite per vedove e vedovi. Per Dandrès, però, “la realtà è che andremo a sbattere contro un muro in ogni caso”. Non se ne parla quindi di imporre una “tassa antisociale” pagata dai pensionati di tasca propria, senza che i datori di lavoro debbano contribuire.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-10-28T07:00:00.0000000Z
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