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Articoli pirotecnici vietati indoor E 10mila franchi per ogni vittima

Il governo vallesano annuncia misure e aiuti finanziari

Due settimane dopo l’incendio nel bar Le Constellation di Crans-Montana, mercoledì il Consiglio di Stato vallesano ha deciso di vietare l’uso di articoli pirotecnici all’interno di esercizi pubblici. Ha anche stabilito che alle vittime del rogo (40 morti e 116 feriti) sarà concesso un aiuto finanziario urgente, indica un comunicato della Cancelleria dello Stato.

Il governo ha già inviato una lettera ai Comuni per ricordare loro gli obblighi legali in materia di controllo dei propri esercizi. Il sindaco di Crans-Montana ha ammesso in conferenza stampa che Le Constellation è stato controllato per la prevenzione degli incendi l’ultima volta nel 2019. In Vallese la legge prescrive controlli a cadenza annuale.

Dal canto suo, il capo del Dipartimento cantonale della sicurezza, delle istituzioni e dello sport, Stéphane Ganzer, ha incontrato i membri della presidenza della Federazione dei Comuni vallesani. Fra le decisioni prese, quelle di rafforzare la formazione dei responsabili della sicurezza comunali e di sviluppare una piattaforma informatica destinata a facilitare il monitoraggio dei controlli che devono essere effettuati dai Comuni. Inoltre, la revisione totale della legge sulla protezione contro gli incendi e gli elementi naturali, avviata nel novembre scorso, si baserà sugli insegnamenti tratti dalla tragedia e sarà condotta nel più breve tempo possibile, assicura il governo. In Svizzera la tragedia di Crans-Montana ha indotto altre autorità a prendere provvedimenti, soprattutto in Romandia. Il Canton Vaud, analogamente a quanto fatto mercoledì in Vallese a Ginevra, ha deciso la settimana scorsa di vietare qualsiasi dispositivo pirotecnico nei locali pubblici. Invece il Canton Friburgo, che aveva annunciato l’intenzione di rafforzare le misure di sicurezza antincendio negli edifici pubblici, torna sui suoi passi: non ci sarà nessuna proibizione di oggetti pirotecnici in bar, ristoranti e discoteche. Per il Consiglio di Stato, “non presentano di per sé un rischio eccessivo”. Un divieto generalizzato appare quindi “sproporzionato”.

Il governo vallesano ha inoltre istituito un fondo per le vittime. Per ogni persona ricoverata in ospedale e per ogni persona deceduta sarà messo a disposizione un importo forfettario di 10mila franchi, precisa la nota. Tutto dovrà avvenire senza complicazioni amministrative. Su richiesta di persone che desiderano aiutare finanziariamente le vittime, l’esecutivo ha poi aperto un conto destinato a raccogliere donazioni da privati e organizzazioni. Tutto il denaro sarà versato a una fondazione indipendente che deve ancora essere costituita. La sua creazione avverrà in accordo con gli organi federali, cantonali e comunali. Il governo auspica che tutte le parti interessate, ad eccezione degli enti pubblici, accedano al Consiglio di fondazione. Il Consiglio di Stato assicura che il denaro non sarà in alcun caso utilizzato per coprire costi conseguenti all’incendio che sarebbero a carico dello Stato.

Sostegno federale, appello ticinese

Iniziativa analoga a livello nazionale. In una decisione di principio, il Consiglio federale si è detto disposto a fornire mezzi finanziari per aiutare le vittime e le loro famiglie. Entro fine febbraio, il Dipartimento federale di giustizia e polizia verificherà se l’attuale offerta di aiuto presenta lacune e vaglierà possibili forme di sostegno. Si tratterebbe di prestazioni sussidiarie a quelle di assicurazioni e del Canton Vallese, si precisa in una nota.

“Un intervento federale concreto” viene invocato anche dai 45 firmatari di un appello ‘ticinese’ pubblicato ieri dal ‘CdT’. L’avvocato Paolo Bernasconi, Daniele Finzi Pasca, fra Martino Dotta, Marco Solari, Giorgio Noseda, Luigi Pedrazzini e altre personalità più o meno note chiedono l’istituzione urgente di un fondo dotato “indicativamente” di “50 milioni o più”.

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2026-01-15T08:00:00.0000000Z

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